Il ricercatore aretino Filippo Rossi ammesso alla Global Young Academy

L'importante associazione di giovani scienziati con sede in Germania

“Ora ho l’importante responsabilità di valorizzare la cooperazione con i più promettenti giovani accademici del mondo e la possibilità di arricchire la mia formazione e le mie competenze per collaborare a livello internazionale su temi interdisciplinari per massimizzarne l’impatto positivo”.

Sono parole di Filippo Rossi, aretino, ricercatore del Politecnico di Milano, che ha ricevuto un riconoscimento di livello mondiale: è stato ammesso alla Global Young Academy, l’esclusiva - e inaccessibile ai più – associazione internazionale di giovani scienziati, con sede in Germania, che ha lo scopo di  dare alle personalità emergenti tutti gli strumenti per massimizzare le loro potenzialità e l’impatto positivo che sono in grado di generare, sia nel presente che nel futuro, e che non accoglie più di 200 soci in tutto il mondo.

La GYA rappresenta un punto di incontro per giovani scienziati di spicco provenienti da tutto il mondo che si uniscono per affrontare temi di importanza globale (insieme rappresentano 83 paesi). La vivacità di questa organizzazione globale deriva dall'energia dei suoi membri, che sono appassionati del ruolo della scienza nella creazione di un mondo migliore.Per realizzare questa visione, la GYA sviluppa, connette e mobilita giovani talenti provenienti da sei continenti. Inoltre, autorizza i giovani ricercatori a condurre un dialogo internazionale, interdisciplinare e intergenerazionale con l'obiettivo di rendere le decisioni globali basate sull'evidenza e inclusive.

Le attività della Global Young Academy si concentrano su scienza e politica, sull'ambiente di ricerca, sull'educazione scientifica e sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

La GYA pubblica dichiarazioni sulla politica scientifica internazionale e mantiene legami attivi con organizzazioni scientifiche internazionali, tra cui il Comitato consultivo scientifico del Segretario generale delle Nazioni Unite, l'InterAcademy Partnership (IAP), il Centro comune di ricerca dell'UE (CCR), il Consiglio scientifico internazionale (ISC), la rete internazionale per la consulenza sulle scienze del governo (INGSA) e il Consiglio per la ricerca globale. Come parte del suo impegno globale, la GYA lavora per ridurre il divario scientifico tra paesi a basso, medio e alto reddito collegando giovani scienziati con background diversi. I membri della GYA credono che gli scienziati e i ricercatori debbano contribuire alla società oltre ai propri risultati di ricerca.

L’accademia ha quindi voluto premiare il lavoro di ricerca di Filippo Rossi, che è focalizzata su materiali polimericisia su scala macroscopica che su scala nanometrica, sulla loro caratterizzazione fisico-chimica e sullo studio della loro compatibilità biologica in vitro e in vivo insieme alla loro capacità di controllare il rilascio di farmaci.

In particolare, la sua attività si concentra sugli idrogel, che possono essere formati nel sito di applicazione da precursori solubili o dispersi attraverso un processo di gelificazione in situ, basato su una prima fase fisica (aggregazione) e poi chimica (formazione di legami covalenti) con particolare applicazione nella cura della paraplegia.

Inoltre, i suoi interessi coinvolgono anche particelle colloidali: oggetti caratterizzati da una dimensione sub-micron e da una stabilità cinetica verso l'aggregazione fornita da un'appropriata composizione della loro superficie.

In parallelo con l'attività sperimentale, il dott. Filippo Rossi è anche coinvolto in due tipi di studi basati su modelli:  modellizzazione, utilizzando i bilanci dipopolazione, dei profilidi degrado e di rilascio applicati a diversi dispositivi medici polimerici biodegradabili (fili di sutura, stent a rilascio di farmaco, micro e nano particelle) e modellizzazione del trasporto di farmaci attraverso idrogeli in regime di diffusione o superdiffusione.

Obbiettivo, quindi condurre ricerca di alta qualità nei campi della chimica, dell’ingegneria chimica, della scienza e ingegneria dei materiali e della bioingegneria, promuovendo il loro ruolo centrale in tutte le nuove tecnologie che comportano trasformazioni della materia e dell’energia.

“Essere parte di questa importantissima accademia oltre che un onore – spiega in conclusione Rossi – è anche una grande opportunità umana e professionale. Io penso che nessuno debba restare indietro in un processo trasformativo che riguarda tutti e che tocca intimamente le corde della nostra umanità. La scienza applicata al sociale può fornire delle linee guida oggettive per migliorare le condizioni generali. La formazione, la divulgazione e la discussione sono necessari per stimolare il dibattito e lo spirito critico, e gli scienziati devono aiutare a innescare questo processo anche in altri strati sociali, affinché tutti possano diventare partecipi di un cambiamento responsabile e consapevole”.

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