Festa della Repubblica, il prefetto di Arezzo: "Un pensiero alle vittime del virus. Stringiamoci al tricolore per ripartire"

Sono già partiti ad Arezzo i festeggiamenti per il 74esimo anniversario della fondazione della Repubblica Italiana. Le celebrazioni hanno avuto avvio questa mattina, al Palazzo del Governo a Poggio del Sole. Onorificenze a Urbano Dini e Franco Vaccari

Sono già partiti ad Arezzo i festeggiamenti per il 74esimo anniversario della fondazione della Repubblica Italiana. Le celebrazioni hanno avuto avvio questa mattina, al Palazzo del Governo a Poggio del Sole.

Le onorificenze

Nell'occasione il prefetto, Anna Palombi, insieme al sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, ha proceduto alla consegna delle onorificenze dell’ordine “al merito della Repubblica Italiana”. L'onorificenza di Grande Ufficiale è stata conferita a Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace, mentre quella di Cavaliere è stata conferita a Urbano Dini, presidente della Croce Bianca di Arezzo.

Damani l'alzabandiera

Domani, 2 giugno, alle ore 11, al Sacrario dei Caduti di piazza San Jacopo avrà luogo la cerimonia dell’alzabandiera con la deposizione della Corona di alloro alla presenza di un numero ristretto di autorità cittadine.

Per tale ricorrenza, non potendo organizzare la tradizionale manifestazione, il Prefetto - spiegano dalla prefettura - ha ritenuto di rivolgere ai Sindaci della Provincia, ai Dirigenti degli Uffici Pubblici, ai rappresentanti del mondo ecclesiastico, medico infermieristico, economico ed a tutti i cittadini, il proprio messaggio.

Il messaggio del Prefetto

Di seguito il testo integrale:

anna palombi

Ricorre il 74° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana.

A quei tempi l’Italia, distrutta da una guerra sanguinosa sia materiale che morale, è stata in grado di ricostruire una nuova realtà basata sul lavoro, sulla democrazia, sulla libertà e l’uguaglianza.

Molti hanno equiparato la grave situazione che ancora stiamo vivendo a quella guerra, ma con un particolare insidioso, il Coronavirus, che ci ha costretti a rifugiarci nelle nostre abitazioni, impedendoci di lavorare, di divertirci, di vivere, ci ha privato della nostra libertà.

Gli effetti sono stati dirompenti e drammatici: moltissime persone hanno sofferto perché colpite dal virus le quali non sono più tra di noi. Proprio come allora.

Ecco perché oggi non possiamo festeggiare la Festa della Repubblica, come abbiamo invece festeggiato lo scorso anno a Campo di Marte con la grande parata delle rappresentanze di tutte le componenti della collettività aretina, tra cui molti ragazzi e ragazze che hanno sfilato con una lunghissima bandiera tricolore.

Quella bandiera che abbiamo visto sventolare dai balconi, dalle finestre delle nostre case durante questi lunghi mesi di restrizioni.

Ci siamo stretti intorno alla nostra bandiera con grande coraggio, con un radicato senso di identità e di unità nazionale con un grande slancio solidaristico che ha permesso di superare la fase più acuta della crisi e di affrontare con rinnovata energia la sfida della ripartenza.

Sono passati solo pochi giorni da quando sono riprese le attività lavorative e abbiamo ricominciato ad uscire dalle abitazioni.

La pandemia del virus ha gravemente colpito anche il nostro sistema economico e il mondo della scuola anche se quest’ultimo ha continuato a svolgere un ruolo determinante nella formazione dei giovani grazie al grande impegno profuso dagli insegnanti che hanno saputo trovare metodi di insegnamento nuovi e diversi.

Ripresa, rilancio, sviluppo sono gli obiettivi verso cui devono tendere le imprese, che necessitano di adeguate misure di sostegno, per uscire dalla crisi in cui versa l’economia ed il mondo del lavoro.

Gli imprenditori, i professionisti, i lavoratori autonomi come quelli dipendenti, unitamente alle rispettive associazioni di categoria ed organizzazioni sindacali, sono chiamati ad un impegno collettivo per superare la contingente fase di incertezza, mettendo a fattor comune ogni risorsa intellettuale e materiale.

Desidero rivolgere, dunque, un deferente pensiero di commossa partecipazione alle famiglie delle tante vittime che, nel territorio provinciale, abbiamo dovuto registrare; al contempo, va espresso un riconoscente apprezzamento a tutti coloro che, in tale situazione emergenziale, hanno profuso, nel proprio campo di azione, un encomiabile contributo: i medici, gli infermieri, gli addetti ai servizi ausiliari che con sacrificio hanno operato presso le strutture ospedaliere ove sono state curate le persone contagiate, le Forze di Polizia dello Stato e degli Enti Locali che hanno assicurato il rispetto delle regole imposte per il contenimento dei contagi, gli appartenenti al Corpo dei Vigili Del Fuoco insostituibili garanti della sicurezza collettiva, i volontari della Protezione Civile per il prezioso aiuto fornito agli anziani ed ai più deboli, gli operatori della grande distribuzione alimentare e delle aziende per aver garantito il funzionamento delle filiere produttive e dei servizi essenziali.

Abbiamo oggi bisogno di riprendere la nostra vita, le nostre abitudini, ma con le dovute attenzioni, dobbiamo tutti osservare le distanze sociali, indossare le mascherine al fine di sconfiggere definitivamente il virus per poter poi ritornare liberi come prima.

Da ultimo, desidero rivolgermi ai sindaci dei Comuni, primi immediati interlocutori dei bisogni delle collettività, ai quali rinnovo la disponibilità del mio ufficio al più ampio confronto e dialogo istituzionale affinché le diverse istanze dei cittadini possano trovare adeguate risposte.

Buona Festa della Repubblica.

La Festa del 2 giungo a San Giovanni Valdarno

Il messaggio del sindaco di Monte San Savino

Le parole del sindaco di Monte San Savino Margherita Scarpellini.

MargheritaScarpellini_2017

Si celebra oggi il 74esimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, sancita dal Referendum svolto il 2 Giugno 1946.

Mi preme ricordare che in quell'occasione, per la prima volta in una consultazione nazionale, votarono anche le donne.

Ancor più mi è caro questo riferimento perchè fu proprio nel 1946 che le donne entrarono nelle istituzioni. Alcune donne furono elette all'Assemblea Costituente del nuovo Stato, altre nelle amministrazioni locali. In alcuni casi assunsero anche la carica di Sindaco.

Il 2 giugno 1946 fu quindi un punto di partenza per le nostre istituzioni democratiche, su basi completamente nuove che permettavano il superamento definitivo di tante limitazioni. Intorno ai valori costituzionali, gli stessi che l'Assemblea eletta sempre il 2 Giugno avrebbe poi messo su carta, si riunì un intero popolo per cominciare una nuova epoca.

Un'epoca fondata su nuove regole condivise, ritenute giuste. E' grazie proprio a questa unità di intenti e alla grande voglia di ripartire che siamo arrivati fino a qui.

Questo 2 giugno 2020 assume però inevitabilmente un significato più ampio. L'emergenza Covid ha certo segnato un momento storico drammatico ed epocale. Giusto quindi, anche oggi, tributare rispetto a tutti coloro che hanno perso la vita e a chi col proprio impegno, insieme con tutti i cittadini che hanno saputo agire con coscienza, ha dato il proprio contributo in questa battaglia.

Oggi è anche l'ultimo giorno di chiusura fra i nostri territori regionali: da domani potremo tornare a spostarci liberamente e anche le limitazioni con gli stati esteri decadranno.

E' una scelta su cui è lecito mantenere qualche timore o dubbio, ma nel suo risvolto rappresenta un segnale forte: far ripartire il paese è assolutamente necessario, tutti lo vogliamo. Per farlo non possiamo far altro che riporre la massima  fiducia sul senso di responsabilità degli italiani.

Vorrei quindi che questo giorno segnasse per tutti noi un ideale nuovo punto di partenza. La nostra comunità nazionale può finalmente tornare a operare insieme senza barriere. Lo dovrà fare però con rinnovato buon senso e una nuova più profonda coscienza.

Io sono convinta che ce la faremo. In questo periodo così duro abbiamo capito ancora di più che la nostra libertà, valore fondamentale e primario, si difende anche rispettando le regole e lavorando entro esse con impegno, serietà e idee. Buon 2 Giugno a tutti.

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