menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"E' bello essere donna nel 2021, ma solo se ci si sa accontentare"

Arci ha preparato dei poster con dei dati in pillole sulla discriminazione di genere in Italia. Con la pandemia il "gender gap" è in aumento

"Negli ultimi giorni, come spesso accade quando si avvicina l'8 marzo, leggiamo sui giornali che 'non è mai stato così bello essere una donna in occidente'.  Sembra finalmente finito il gap di genere, sembra che gli uomini stiano cambiando i loro atteggiamenti e con loro il patriarcato con le sue mentalità e oggi, dunque, potremmo finalmente augurare ad alta voce, senza timore di smentita, una vera, sincera, serena 'Buona Festa della Donna. A tutte le donne. Per lo meno a quelle occidentali'. Poi basta prendere gli ultimi dati, rapporti e dossier e ci si pone qualche domanda in più'. Attacca così una nota di Arci Arezzo che, in occasione dell'8 marzo, dà vita a una singolare iniziativa.

Arci Arezzo ha infatti deciso di celebrare l’8 marzo così, "tornando sui numeri, per provare a capire quanto ci sia ancora bisogno di lavorare per la parità di genere". Secondo il “Global gender gap report 2020” del World Economic Forum sul divario globale di genere, l’Italia "è in discesa libera al 70esimo posto su 153 paesi. Solamente 2 anni fa, eravamo al 64esimo. E di solito, se si fa un buon lavoro, si sale, non si scende", prosegue l'Arci. "Anche solo per questa semplice constatazione, ci è venuto da pensare 'Buona Festa della Donna', ok, ma a chi? A un terzo delle lavoratrici che durante il lockdown sono state costrette a licenziarsi dal proprio posto di lavoro per concentrarsi sulle incombenze familiari, facendosi carico della cura dei figli (vista la chiusura delle scuole), dei lavori domestici e prendendosi carico persino dell’assistenza agli anziani più fragili e soli? Oppure 'Buona Festa della Donna' a chi si è rivolto al Numero Nazionale Antiviolenza 1522 (contatti aumentati del 73% nel corso del 2020 rispetto all’anno precedente) in questi mesi di pandemia e quindi di relativa reclusione negli spazi domestici? 'Buona Festa della Donna' a tutte quelle donne che si rivolgono al sistema sanitario per decidere cosa fare del proprio corpo, ma incontrano ben 7 medici ginecologi su 10, obiettori di coscienza? Allora 'Buona Festa della Donna' a tutte coloro cui viene impedito di scegliere. 'Buona Festa della Donna' anche a quell’equilibrio precario tra lavoro e famiglia, già difficile prima dell’emergenza covid-19: secondo uno studio dell’Onu nel mondo, in media, le donne dedicano ai lavori domestici (non retribuiti) 4,1 ore al giorno. Gli uomini neanche la metà della metà. Secondo lo stesso rapporto, ci vorranno circa cento anni ancora prima di arrivare alla parità in questo senso. E 257 anni per la parità economica. E allora 'Buona Festa della Donna' a chi? Forse agli uomini? Oppure la vera domanda dovrebbe essere 'Buona Festa della Donna' quando? Fra 100, o 257 anni? Oppure lunedì 8 marzo 2021?"

Viste queste premesse Arci ha pensato di preparare dei poster con dei dati in pillole, scaricabili a questo link. "Questi post saranno esposti nel Comitato provinciale, nei nostri circoli e da chiunque vorrà scaricarli, stamparli ed esporli, per sensibilizzare, suggestionare e riflettere in un giorno che più che di festa, dovrà essere, anche quest'anno, come quello prima e come quello successivo, di confronto e di progettazione perché le cose cambino e allora si, poter dire: 'Non è mai stato così bello essere una donna in occidente'. Perché a oggi è bello, certo, essere donne, ma solo se ci si sa accontentare".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Anthony Hopkins a Cortona dopo l'Oscar

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ArezzoNotizie è in caricamento