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Fermata eliminata dal centro di Ruscello. Il paese sollecita Tiemme: "Chiediamo il ripristino"

Sono ancora una volta gli abitanti del paese a tornare sull'argomento riguardante la soppressione della fermata dei bus ubicata nella piazza della frazione

"È davvero impossibile per Tiemme trovare una soluzione sia nel rispetto dei diritti degli autisti che in quello degli utenti paganti?". A tornare sulla questione delle corse da e per Ruscello, questa volta, sono i residenti della frazione aretina che, a distanza di un mese circa dalla richiesta di un confronto con l'azienda continuano a sollecitare risposte. Tutto nasce dalla presa di posizione espressa dai rappresentanti degli autisti di Tiemme. Attraverso una nota stampa, questi ultimi, puntarono il dito contro il sovraffollamento di auto parcheggiate nell'area destinata alle manovre dei bus che, di fatto rendevano ardue le manovre all'interno del paese. Una situazione così critica, a detta dei conducenti dei bus, per la quale non era stata trovata altra soluzione che proporre la cancellazione della fermata di Ruscello. "Mancano le condizioni di sicurezza" avevano sottolineato i rappresentanti sindacali, "per questo gli autisti si vedono costrette a chiedere ufficialmente la possibilità di interrompere il servizio nei confronti della comunità e gli abitanti della frazione di Arezzo interpellando ufficialmente la massima autorità".

Ne era seguita un'accorata lettera, questa volta firmata da una residente della zona dove si sollecitava Comune e azienda di trasporti a farsi carico di trovare delle soluzioni efficaci che non penalizzassero gli abitanti del paese. Da allora "è trascorso un mese dal primo reclamo avanzato dal paese in seguito alla richiesta dei rappresentanti sindacali dei lavoratori di Tiemme di interrompere il servizio di trasporto nella frazione di Ruscello - spiegano i residenti attraverso una lettera inviata alla redazione - Ad oggi l’azienda Tiemme Spa non ha risposto: è davvero impossibile per Tiemme trovare una soluzione sia nel rispetto dei diritti degli autisti che in quello degli utenti paganti? Non è, ad esempio, possibile utilizzare nella fascia oraria dalle 17 alle 20 pullman più piccoli? L’indifferenza, che si palesa dalla mancanza di una semplice risposta o anche solo un contatto, da parte dell’azienda nei confronti dei suoi clienti paganti denota poco rispetto e una certa presunzione. Il paese, seppur nel suo piccolo, si è attivato con una raccolta firme cercando di sensibilizzare coloro, che venivano definiti irrispettosi, affinché gli autisti non si trovino più a svolgere manovre definite dagli stessi "autentiche acrobazie". Spezzando una lancia a favore dei compaesani, senza con questo voler avallare comportamenti illegali o contrari alle regole e alla segnaletica, c'è da mettere in evidenza che le concessioni edilizie autorizzate negli ultimi anni hanno sicuramente aumentato i veicoli per famiglie, e le aree da adibire ad eventuali parcheggi, sono venute meno. La stessa Bottega di Ruscello, nonostante sia attiva da molti anni, non possiede un parcheggio per lo scarico della merce segnalato, e adesso con la nuova gestione attira anche un maggior numero di clienti. Vorremmo anche soffermarci un attimo sull'aggettivo usato dai portavoce degli autisti per apostrofare chi non rispetta la segnaletica: incivili. Si può anche accettare il punto di vista, ma se si cerca il significato del termine il vocabolario riporta: “riferito a persona o al comportamento, che offende le norme della buona educazione, le consuetudini di reciproco rispetto, di cortesia e di urbanità nei rapporti sociali”. Adesso poniamo alcuni esempi: come possiamo definire l’autista che salta il paese perché non ha nessuno da scendere, lasciando così a terra un utente che doveva recarsi a Battifolle alle ore 20? È forse rispettoso e cortese chi scende una ragazzina alla rotonda in fondo al paese, costringendola a farsi venire a prendere dal padre? Infine, si è parlato di rischio e pericolo per effettuare le manovre; a tal proposito c’è la testimonianza di una manovra effettuata in una strada ancor più stretta e nel bel mezzo di un incrocio. L’azienda Tiemme, il Comune, la Provincia ed i Vigili Urbani, si sono resi conto della pericolosità nel percorrere a piedi il tratto di strada che dalla fermata attuale va fino alla piazza del paese? Come è stato già precedentemente riferito si sono già verificati episodi pericolosi per le persone e chi saranno i responsabili per il rischio ulteriore a cui sono stati esposti i pedoni che devono raggiungere il centro? Sarebbe legittimo ritenere quantomeno moralmente responsabili coloro, che per evitare manovre complicate, hanno pensato bene di esporre persone, e non auto, a danni ben peggiori. Ci sono utenti che per paura di essere investiti sono ricorsi al taxi, e chi ripagherà loro il costo supplementare? Nell’attesa di trovare una soluzione, che a tutt’oggi riteniamo ancora possibile nel rispetto dei diritti degli autisti e in quello degli utenti paganti chiediamo il ripristino immediato della fermata nella piazza del paese".

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