Martedì, 15 Giugno 2021
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Fermare la guerra per “nutrire il pianeta”. Il messaggio di Rondine dall’Expo

“Fermare la guerra è il primo imprescindibile passo per ‘nutrire il pianeta’”. Questo il messaggio universale lanciato da Rondine Cittadella della Pace, dall’Expo 2015 durante la lunga maratona del 6 agosto che ha visto i giovani dello Studentato...

Rondine 1

"Fermare la guerra è il primo imprescindibile passo per 'nutrire il pianeta'". Questo il messaggio universale lanciato da Rondine Cittadella della Pace, dall'Expo 2015 durante la lunga maratona del 6 agosto che ha visto i giovani dello Studentato Internazionale di Rondine travolgere l'esposizione di Milano. L'unica associazione italiana candidata ufficialmente al Premio Nobel per la Pace 2015 ha portato una testimonianza concreta di un nuovo modello di cittadinanza universale che si fonda sulla capacità di nemici di poter vivere in pace a partire proprio dalla ricostruzione della relazione umana.

Un'iniziativa che rientra nel grande progetto "Il senso ritrovato" resa possibile da Planet Life Economy Foundation, un gemellaggio tra due associazioni che si fondano sulla stessa convinzione: dare valore alla persona e alle azioni che creano valore. Una lunga giornata culminata nella performance artistica 'Dissonanze in accordo' presso gli Spazi della Cascina Triulza - Padiglione della Società Civile EXPO 2105, che ha visto i giovani di Rondine raccontare le proprie storie di superamento del conflitto e lanciare un appello al mondo per dare seguito alle loro storie, facendo un passo concreto per cambiare insieme il destino del mondo devastato da guerre che avvelenano la terra e le persone. La performance è stata introdotta dagli interventi di Emanuele Plata, Presidente di Plef, Laura Redaelli, di Coop Lombardia, Bruno Pasquino, Commissario Generale Expo Milano 2015, Sergio Silvotti, Presidente Fondazione Triulza, Alessandro Curti, AD Curti, socio PLEF e sponsor del progetto "Il Senso Ritrovato", Romana Monduzzi, responsabile HR Curti e infine da Franco Vaccari, Presidente Rondine che ha lanciato uno sguardo oltre Expo "quando tutto questo sarà smantellato e destinato a diventare scarto io chiedo ad Expo di farci dono di una parte di questi scarti, perché le religioni nascono dagli scarti, ciò dalle fragilità umane, dalle debolezze; al contrario spesso quando l'uomo ha fatto cose grandi ha finito per costruire eserciti e uccidere i propri simili in nome di Dio. Con questi scarti a Rondine vorremmo creare un luogo di culto interreligioso e universale dove musulmani, cristiani ed ebrei possano pregare insieme nel rispetto della loro diversità". flash mobLa giornata ha visto numerosi momenti di coinvolgimento collettivo a partire dai flashmobs che hanno visto i giovani di Rondine protagonisti in una rappresentazione simbolica della liberazione dalla guerra e da tutto ciò che essa sedimenta nell'animo umano : paura, diffidenza, odio. Un superamento culminato in grande abbraccio che riporta alla pienezza della vita attraverso la riscoperta dell'altro, dell'uomo. Un abbraccio che ha contagiato le migliaia di persone presenti ad Expo invitandole a cambiare prospettiva e a fare un'azione concreta: un gesto di pace di apertura all'altro. Nasce così la campagna #dubleselfiehug #rondinenobel. Un doppio selfie che immortala l'abbraccio con il proprio nemico, da condividere attraverso i social network e invadere la rete. Un gesto di valore, perché ognuno di noi ha un conflitto, anche al di fuori di contesto di guerra. Una doppia prospettiva dell'incontro catturata da uno scatto che va al di là del fashion o della ricerca della visibilità ma che rappresenta un impegno a sostenere nel quotidiano la sfida di Rondine di e di questi giovani che hanno trovato la forza di rovesciare le propria storia portando quel seme di pace nella vita di tutti noi.

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