Si svuota terapia intensiva, l'ospedale San Donato guarda oltre il Covid: ecco cosa riparte da giugno

Chirurgia generale, senologia, urologia, otorinolaringoiatria, ginecologia e chirurgia vascolare si preparano a lasciare il Centro Chirurgico Toscano, D'Urso: "Stiamo lavorando ad una nuova organizzazione"

L'ospedale San Donato di Arezzo pronto a tornare alla normalità dopo la parentesi Covid. Sono solo 10 le persone ricoverate nel reparto di malattie infettive a causa del Covid-19, l'ultimo paziente in terapia intensiva è stato dimesso.

La sanificazione e il riallestimento delle aree ospedaliere ex Covid procedono. Ed ecco che chirurgia generale, senologia, urologia, otorinolaringoiatria, ginecologia e chirurgia vascolare si preparano a lasciare il Centro Chirurgico Toscano che le aveva ospitate nella fase di emergenza e stanno per fare ritorno al San Donato. La data, come annunciato, sarà quella dell'8 giugno, giorno in cui riprenderanno le attività programmate. Quelle chirurgiche d'urgenza saranno garantite al San Donato già dal 3 giugno mentre il 5 giugno rientrerà il Robot Da Vinci.

Stiamo lavorando non ad un semplice ritorno di attività che eravamo stati costretti a collocare al di fuori del nostro ospedale. E a questo proposito vorrei ringraziare il Centro Chirurgico Toscano per la disponibilità che ha garantito – afferma il direttore generale della Asl Toscana sud est, Antonio D'Urso. “Il futuro del San Donato non puó essere la semplice riproposizione della situazione anti Covid. Stiamo lavorando ad una nuova organizzazione che risponda ancora meglio alle esigenze dei cittadini e che consenta ai nostro operatori di esprimere al massimo la loro professionalità.  Dai primi di giugno rientreranno molte attività che troveranno, con la sanificazione, anche ambienti riqualificati. Alcune scelte le abbiamo già condivise: ad esempio avvicinare i reperti di degenza delle chirurgie alle sale operatorie. Ma vogliamo andare oltre. Molte le ipotesi allo studio. Ad esempio lo spostamento al di fuori dell'ospedale di attività che hanno una netta vocazione territoriale:  centro prelievi, cure intermedie, igiene e prevenzione.  E per queste stiamo verificando soluzioni per la quale è in atto un confronto con il Comune di Arezzo e gli immobili Asl nell'area del Pionta. La logica per il territorio è quella di garantire servizi facilmente accessibili ai cittadini, in grado quindi di semplificare le modalità e i tempi. Lo logica per il San Donato è quella di qualificare ulteriormente le attività, concentrando in essa i servizi di natura prettamente ospedaliera”.

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