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E' ufficiale, 'O Scugnizzo chiude al pubblico. Il titolare: "Potrei mettere a sedere 10 persone al massimo"

Pierluigi Police, titolare dello storico locale 'O Scugnizzo: "Dopo un'attenta valutazione abbiamo deciso che continueremo con il servizio a domicilio in cui ci stiamo strutturando sempre meglio"

Pierluigi Police, titolare 'O Scugnizzo

Il premier Giuseppe Conte ha annunciato negli scorsi giorni che dal 4 maggio potrebbe partire quella che ormai comunemente è definita la "fase 2" dell'epidemia da coronavirus. E' questa la data in cui dovrebbero essere allentate le restrizioni attualmente in vigore e in cui alcune attività potranno riaprire al pubblico seguendo norme molto stringenti. Una "fase 2" divisa in più step, quella compresa dal 18 al 25 maggio, dovrebbe essere quella legata alla riaperture di attività di ristorazione con distanze da rispettare in modo rigoroso, si ipotizzano due metri da un tavolo e l'altro e dispositivi di sicurezza come guanti e mascherine per il personale di sala e cucina. Oltre a questo postazione gel disinfettante presente in ogni locale. Questo comporterebbe il dimezzarsi dei posti a sedere per ogni ristorante o pizzeria e la conseguente perdita di clienti per ogni turno di lavoro oltre all'obbligo di lavorare solo su prenotazione.

Da tutto ciò scaturisce la decisione di Pierluigi Police, titolare della storica pizzeria 'O scugnizzo, che ha deciso che non riaprirà al pubblico per il momento e continuerà solo ed esclusivamente il servizio a domicilio.

Come stai portando avanti la tua attività in questo periodo?

"Noi come molte altre attività siamo chiusi dal 10 marzo . Ci siamo subito organizzati con il servizio a domicilio per mantenere viva l'azienda e pagare i dipendenti".

"Fase 2" e la decisione di rimanere chiusi al pubblico, perché?

"Per noi non è stata una decisione facile, ma saremmo costretti a poter mettere sedute in tutto il locale massimo dieci persone per riuscire a stare in regole con le distanze di cui si parla, sarebbe come stare chiusi. Oltre a questo verrebbe a mancare totalmente il rapporto con i nostri clienti, se una persona deve mangiarsi una pizza con la paura di essere contagiato, allora forse a casa se la gode di più. Per questo preferiamo strutturarci sempre meglio sul servizio a domicilio. Ci siamo portati avanti con il lavoro, abbiamo lanciato una nostra App gestita totalmente da noi e con i fattorini che sono nostri dipendenti".

Cosa ti aspetti dal futuro prossimo?

"Sono sicuramente pensieroso su quello che verrà, che succederà, su tutto quello che dovremmo cambiare, tutta una serie di pensieri che sono sempre presenti e che te li porti dietro in ogni momento della giornata. Ogni cosa che fai in questo momento è già diversa rispetto a quella che facevi un mese fa. Non non abbiamo nessuna previsione perché ad oggi non si vede una fine a questa situazione, credo che ci vorrà del tempo affinché le cose ritornino alla normalità".

Ecco il messaggio di Pierluigi Police sul proprio profilo Facebook.

"'O Scugnizzo non riapre, vi spiego perché. Mi concedo una riflessione insieme a voi a proposito della prossima fase 2.
Sono parecchi giorni che insieme ai miei più stretti collaboratori abbiamo, e lo facciamo costantemente, analizzato a fondo questo momento storico e drammatico. Alla riapertura si parla di dimezzare del 50% il numero dei coperti per dare una adeguata distanza di sicurezza (giusto) ma chi non ha abbastanza spazio? Si parla di stravolgere completamente il nostro lavoro di accoglienza e servizio al tavolo per una maggiore sicurezza (giusto anche questo). Ma da noi si viene per convivialità, per un’esperienza gustativa e non solo… ebbene, se i presupposti sono questi e se a breve non avremo una cura efficace, la decisione presa è che ‘O Scugnizzo non aprirà. Sì proprio così, se la fase 2 è quella che viene prospettata in questi giorni, la mia pizzeria non aprirà al pubblico.
La nostra fase 2 prevederà che continueremo, per il momento, a specializzarci ancor di più sul nostro servizio a domicilio… già, non riusciamo a pensare ad uno Scugnizzo con massimo 15 clienti seduti a 2 metri l’un dall’altro, i nostri camerieri che li servano con guanti e mascherina, percepire la loro paura (giusta) di un possibile contagio ma averne anche noi allo stesso modo… uno Scugnizzo in pratica “privo” della sua essenza fondamentale che è quella di stare a contatto con i propri clienti, di condividere, ridere, scherzare, di stringere una mano in forma di amicizia e gratitudine… no, ‘O scugnizzo non è questo! No, non ne saremmo capaci! Ne soffriremmo troppo. Continueremo quindi a perfezionare maniacalmente il nostro servizio a domicilio per riuscire così a garantirci i costi e, non per ultimo, per far sorridere di nuovo i nostri due ragazzi che oggi sono in cassa integrazione, richiamandoli al lavoro ovviamente studiando mansioni diverse adatte al momento, siamo sicuri che ne saranno felicissimi di far di nuovo parte attivamente in questa grande famiglia che è ‘O Scugnizzo".

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