Farmaci cannabinoidi, 20 pazienti in cura alla Asl 8. Difficoltà di approvvigionamento dall'Olanda

La Asl aretina è una delle prime aziende in Italia ad utilizzare farmaci a base di cannabinoidi per curare il dolore di pazienti in particolari condizioni di salute. Un percorso che ha trovato una legittimazione nelle leggi che adesso ne...

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La Asl aretina è una delle prime aziende in Italia ad utilizzare farmaci a base di cannabinoidi per curare il dolore di pazienti in particolari condizioni di salute.

Un percorso che ha trovato una legittimazione nelle leggi che adesso ne consentono l’utilizzo in presenza di specifici requisiti. E che ad Arezzo ha trovato uno sviluppo importante proprio per l’attenzione che da anni viene prestata alla terapia del dolore in molti ambiti, da quello neurologico ed oncologico, a quello di malattie invalidanti.

Sono ormai venti i pazienti che dalla primavera scorsa sono sottoposti a cure basate su medicinali a base di estratti dalla cannabis. Prodotti reperibili sono sui mercati internazionali in attesa che lo Stabilimento chimico-farmaceutico Militare di Firenze (l’unico autorizzato nel nostro Paese), riesca a produrne una quantità sufficiente a coprire le richieste che arrivano dal mondo sanitario.

“Con questa attività – sostiene il commissario dell’azienda sanitaria di area vasta sud est toscana Enrico Desideri – la Asl di Arezzo ha cercato di rispondere in tempi rapidi alle esigenze poste da pazienti particolarmente fragili. Mi risulta che pochissime aziende in Italia siano riuscite a fare altrettanto a pochi mesi dall’entrata in vigore di leggi e norme nuove su questa materia. E questo perché serve un’organizzazione complessa, soprattutto per assicurare l’approvvigionamento di tali farmaci. E l’auspicio è che proprio questa difficoltà si possa superare con una produzione italiana – come proposto dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi - da parte dello Stabilimento chimico-farmaceutico Militare di Firenze, capace di rispondere alle necessità del nostro Paese”.

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Infatti, di fronte del percorso che l’azienda aretina è riuscita a disegnare ed organizzare per curare il dolore di questi primi venti pazienti, c’è l’enorme difficoltà di approvvigionamento, oggi quasi interamente garantito da una filiera che parte dall’Olanda. E benché ci siano procedure ben definite, l’Olanda, tramite il suo Ministero della sanità, fa sapere di non essere sempre in grado di procedere alla consegna dei farmaci nelle quantità richieste e, soprattutto, garantirne un flusso costante e regolare.

Questo anche per effetto dell’aumento di richieste che arrivano alle medesime strutture olandesi da parte di altri ospedali italiani che si stanno attrezzando per cure analoghe. “Sia chiaro – spiega Amedeo Bianchi, direttore della U.O di Neurologia del San Donato – i pazienti in cura quando mancano i farmaci a base di cannabinoidi, vengono assistiti con altri farmaci che hanno analoghi effetti sulla diminuzione e a volte scomparsa pur se temprale, del dolore. Ma questi farmaci restano indubbiamente migliori e per questo vengono preferiti dai pazienti che li hanno sperimentati. Noi facciamo del nostro meglio per reperirli nella misura necessaria, ma non sempre riusciamo ad assicurare la dovuta continuità perché anche chi li rifornisce è in difficoltà. Ad esempio, precisa ancora Bianchi, adesso avremo circa una settimana di assenza di questi farmaci. Il ministero della sanità olandese, dietro ai molti solleciti, ci ha garantito che la prossima spedizione arriverà da noi il 4 novembre. Abbiamo informato i nostri pazienti, ma sappiamo bene che questa nuova interruzione potrà essere motivo di malumori e contrarietà più che comprensibili e ce ne scusiamo con loro”.

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