Emissioni odorigene provenienti dal depurato Casolino. Il comitato dice basta

Di seguito la nota stampa che porta la firma del Comitato depuratore Casolino

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ArezzoNotizie

Il problema, secondo quanto sostenuto dai membri del comitato, è la presenza dell'impianto che generebbe emissiono odorigene per nulla gradevoli e poco sopportabili.

"Da circa venti anni gli abitanti delle zone di San Leo, Pratantico, Palazzetti, Montione, Ortali, I Butteri, Quarata, via Setteponti e altri gruppi di abitazioni sparse nel raggio di 2 km dall’impianto di trattamento rifiuti liquidi non pericolosi sito in località Casolino - spiegano dal comitato - sono afflitte dal problema delle emissioni odorigene a forte impatto provenienti da detto impianto. Questo problema negli anni è stato più volte sollevato con lettere ed esposti e nonostante ciò nulla è stato fatto per risolverlo. L’attuale amministrazione comunale sembrava avesse preso a cuore il problema, preannunciando a mezzo stampa e confermando nell’incontro pubblico tenuto in comunale che la società Nuove Acque, gestore dell’impianto, aveva individuato due soluzioni del problema, una a breve e una a lungo termine. In realtà la soluzione a breve, del tutto estemporanea, nulla ha risolto e quella a lungo temine è tutt’altra cosa: Il potenziamento dell’impianto per portare la capacità di essiccazione fanghi dell’impianto da 1.560 tonnellate annue a ben 11.000, concentrando nel sito tutti i fanghi prodotti da altri 17 impianti della provincia. Solo a corredo del progetto principale, alcuni provvedimenti tecnici mitigatori del problema, non si sa con certezza con quali effetti, soprattutto a fronte dell’aumento suddetto. Non essendo più sostenibile questa situazione che impatta sull’ambiente ed incide fortemente sulla qualità della vita degli abitanti delle zone suddette, oltre a creare qualche dubbio in merito all’aspetto salute umana, un gruppo di cittadini, tra questi alcuni che da circa 20 anni denunciano il problema, a gennaio di quest’anno si è costituito in comitato in rappresentanza di tutti gli abitanti interessati e come tale intende svolgere tutte le azioni necessarie e possibili. Primo passo è stato quello di presentare osservazioni nell’ambito del procedimento, tuttora in corso in Regione, della valutazione impatto ambientale postuma e del successivo riesame della autorizzazione integrata ambientale richiesta dal gestore, dichiarandosi contrario al potenziamento dell’impianto che aggraverebbe il carico ambientale complessivo nelle zone suddette e richiedendo l’adozione al più presto di quella parte degli accorgimenti tecnici di mitigazione, già attuabili oggi, previsti da Nuove Acque solo insieme con la realizzazione del potenziamento a sua volta previsto tra almeno due anni. Il Comune di Arezzo purtroppo, nonostante il problema annoso lamentato dai suoi cittadini, ha espresso nell’occasione parere favorevole al progetto".

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