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Emergenza idrica: così Montedoglio 'salva' la Valdichiana. Il sistema di distretti e le irrigazioni anti siccità

E' l'acqua di Montedoglio a correre in soccorso all'agricoltura aretina. Grazie ad un sistema di approvvigionamento capillare i coltivatori della Valdichiana sono riusciti a non rimanere a secco. "Certo però - raccontano dall'azienda agricola...

E' l'acqua di Montedoglio a correre in soccorso all'agricoltura aretina. Grazie ad un sistema di approvvigionamento capillare i coltivatori della Valdichiana sono riusciti a non rimanere a secco.

"Certo però - raccontano dall'azienda agricola Fabrizio Angoli - che se le condizioni climatiche non cambiano sarà difficile andare avanti così".

Per quanto riguarda le irrigazioni, una risposta è quella fornita appunto dall'acqua di Montedoglio, servizio gestito dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno nei Distretti 1, 21 e 7 in provincia di Arezzo, e nei distretti n. 42-43 in provincia di Siena.

E' il presidente del Consorzio stesso, Paolo Tamburini, ad evidenziare come il servizio gestito grazie ad una convenzione con la Regione, "garantisce acqua di qualità a tutti gli agricoltori delle varie vallate e offre una valida risposta al grande caldo e al paventato rischio di siccità per le colture".

Ma veniamo alle cifre. Complessivamente il Consorzio ha rilasciato 138 autorizzazioni per una superficie irrigata di 488 ettari di cui 164 coltivati a mais, 74 a ortive e 250 a fruttiferi. La tecnica irrigua utilizzata è del tipo ad aspersione, 278 ettari, e localizzata, 210 ettari. Complessivamente è stato calcolato un consumo di un milione e 300mila metri cubi di acqua per un valore della produzione agricola stimata attorno a 4,5 milioni di euro.

Il distretto n.1, si trova nella zona nord di Arezzo interessa il comune di Arezzo, Chiassa, Vico, Tregozzano, Campoluci, Petrognano e Quarata. In esercizio dal 1998 con una superficie attrezzata di 800 ha, irrigati stagionalmente 100 ha e con un consumo variabile negli anni dai 100.000 ai 150.000 mc. Le colture prevalenti sono mais (55 ha) e ortive ( 20 ha). Metodi di irrigazione: aspersione (50 ha) e localizzazione (48 ha). Il distretto n. 21, è ubicato nella zona sud di Arezzo e interessa i comuni di Arezzo, Monte San Savino e Civitella in Valdichiana, località Mugliano, Pieve al Toppo, Badia al Pino, Tuori, Tegoleto, Vado. In esercizio dal 2012 con una superficie attrezzata di 1600 ha, irrigati stagionalmente 300 ha e con un consumo variabile negli anni dai 700.000 mc ai 1.000.000 mc. Colture: frutteti (250 ha), piante ortive (20 ha), mais ( 10 ha). Metodi di irrigazione: aspersione (140 ha) e localizzazione (140 ha). Il distretto n. 7 si trova, invece, nel comune di Castiglion Fiorentino tra la località Pozzo Nuovo e Manciano. In esercizio dal 2015 con una superficie attrezzata di 350 ha, irrigati stagionalmente 45 ha e con un consumo pari a 90.000 mc. Colture: piante ortive (37 ha), mais (4 ha). Metodi di irrigazione: aspersione (10 ha) e localizzazione (32 ha). Infine, il distretto n. 42-43 localizzato nel comune di Montepulciano in provincia di Siena è localizzato nella piana di Valiano, Acquaviva, e Montepulciano stazione. Collaudato nel 2015 e in esercizio dal 2016 con una superficie attrezzata di 800 ha, irrigati 85 ha e con un consumo pari 55.000 mc. Coltura prevalente: mais. Metodi di irrigazione: aspersione (85 ha).

Per la gestione dell'acqua, il Consorzio di avvale di tecnologia di avanguardia con sistemi di telecontrollo che consentono di monitorare da remoto (quindi smartphone, tablet e pc) il funzionamento della rete e i vari prelievi irrigui, nonché di comandare a distanza le valvole sezionatrici delle condotte principali. Tutto questo è possibile grazie a una serie di centraline sparse nei campi che rilevano umidità, temperatura esterna e della terra e altri dati utili a capire quanta necessità reale di acqua abbia quella data coltura in quel dato terreno in quella data situazione. I tecnici del Consorzio così sono in grado di limitare o aprire l'accesso all'irrigazione all'agricoltore che ne necessiti.

L'acqua dell'invaso di Montedoglio, è elemento fondamentale di quella green economy che rappresenta la vera scommessa per il futuro dell'agricoltura.

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