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L'aretina Elisa Modesti tra i talenti 2021 dell'International Month of Photojournalism

Il progetto Isola(to) è stato selezionato tra i dieci lavori che hanno saputo distinguersi particolarmente per qualità e originalità, sapendo andare oltre le regole del fotogiornalismo classico

Foto di Elisa Modesti

C'è anche un po' di Arezzo all'International Month of Photojournalism che da oggi apre i battenti fino al 27 giugno a Padova. L'Imp Festival è il più importante evento totalmente dedicato al fotogiornalismo: uno sguardo alle storie, ai metodi e agli approcci dei migliori fotografi al mondo.

Ogni anno il festival seleziona dieci lavori che hanno saputo distinguersi particolarmente per qualità e originalità, sapendo andare oltre le regole del fotogiornalismo classico. Nella selezione è stata data particolare attenzione a quegli autori che nel corso dell’anno hanno conquistato importanti pubblicazioni, premi, esposizioni, riuscendo, con il proprio contributo, ad innovare il mondo del fotogiornalismo. Tra i talenti 2021 è stata selezionata l'aretina Elisa Modesti con il suo Isola(to), una ricerca isolata sull'identità territoriale e le dinamiche della micro società. Il suo lavoro sarà possibile visitarlo presso la libreria Zabarella, in via Zabarella 80 a Padova.

Isola Maggiore, Lago Trasimeno, 15 abitanti. Immaginiamo di essere lontani dagli schemi che regolano la società moderna, lontano dalle influenze delle tecnologie digitali dove al centro di tutto sta l’individuo. Il suolo diventa un condominio, i confini sono mura e gli abitanti inquilini. Individui complessi, uomini liberi e dalle ideologie radicate, singoli che nonostante la convivenza forzata non sempre costituiscono una società, un organo ben strutturato. Siamo in un’isola, mondo completo e indipendente, nel quale la miniaturizzazione rende più visibili, e quindi meglio trattabili, le relazioni e i processi. Un concetto dell’abitare in stretto contatto con il territorio, visto come una necessità. Individui in cerca di attenzione, in cerca di una risoluzione della solitudine, agognata e pericolosa allo stesso tempo. La malinconia che scava i loro volti e la chiusura che li contraddistingue. Il macrocaos di un microcosmo.

Chi è Elisa Modesti

Laureata in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Siena, affianca al rigore della carriera commerciale, un percorso di ricerca artistica che si concentra sull’indagine della figura umana nelle sue più svariate forme: dal reportage sociale, passando per lifestyle, sino ad arrivare alle collaborazioni con Festival e associazioni culturali che la portano a contatto con il mondo degli eventi live. Realizza progetti presentati in numerose sedi espositive di Arezzo, Cortona e Firenze, come: Lo Spazio delle Parole, incentrato sulla figura della donna e la sua propensione alla stesura di liste,
The Show must go On, sulla figura di una Drag Queen e il suo palcoscenico, Visione Tunnel, incentrato sulla limitata possibilità di accesso che le persone permettono alla propria natura, con il quale viene selezionata per la Biennale dei Giovani Fotografi di Bibbiena, nel 2014. Ad oggi il suo lavoro si focalizza sulla ricerca dell’identità territoriale.
Dopo un corso di foto progettazione a Firenze, approda al Master in Fotografia allo IED-Istituto Europeo del Design di Milano coordinato da Silvia Lelli, grazie al quale espone il suo progetto 250.000 M2, indagine sul confine dell’Io, in relazione alle sue radici. Da qui nasce il reportage durato due anni: Isola(to), una ricerca sull’identità territoriale e le dinamiche della micro società.

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