Dona un defibrillatore dopo che il babbo è morto per arresto cardiaco: "Con questo si sarebbe salvato"

Il regalo dell'impreditore Francesco Patrone alla comunità della Chiassa Superiore. La donazione fatta insieme al Gruppo Fratres e all'Ordine degli infermieri che ha formato una ventina di residenti sul corretto utilizzo

Una vera e propria festa che ha coinvolto tutto il paese quella dell'inaugurazione del defibrillatore alla Chiassa Superiore. Un risultato, quello dell'acquisto dell'importante strumento, reso possibile da un connubio virtuoso tra varie componenti visto che un privato, la Patrone Edile, ha donato il defibrillatore, il gruppo Fratres “Papa Giovanni Paolo II” ha acquistato il contenitore nel quale installarlo e l'Ordine delle Professioni Infermieristiche ha curato la formazione di 20 cittadini della Chiassa per il suo corretto utilizzo.

Alla cerimonia ha presenziato il Vescovo Riccardo Fontana che nella celebrazione della Messa che ha avuto come lettura evangelica la parabola del buon samaritano ha sottolineato l'importanza dell'impegno in favore degli altri. La cerimonia si è conclusa con una simulazione di rianimazione cardio-polmonare e di utilizzo del defibrillatore curata dal docente infermiere Luca Bichi.

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Di particolare significato la testimonianza del rappresentante dell'azienda che ha donato il defibrillatore, Francesco Patrone: “Dall'amicizia con Giovanni Grasso, presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche, è nata l'idea di questa donazione che voglio dedicare anche alla memoria di mio padre, Antonio, morto a febbraio per arresto cardiaco e che forse, se ci fosse stato uno di questi strumenti nelle vicinanze, si sarebbe potuto salvare”.  

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