"Diffidiamo il Comune dal taglio dei tigli", dopo la protesta l'atto formale di un gruppo di cittadini

I firmatari lamentano il taglio indiscriminato che negli ultimi anni è stato fatto ai danni del verde pubblico cittadino, dal centro fino alle periferie e alle frazioni

Dopo le mobilitazioni di piazza, è arrivato anche un atto formale. Un gruppo di circa venti cittadini ha infatti firmato e depositato una diffida indirizzata al Comune di Arezzo, relativa al programmato abbattimento dei quattro grandi alberi in Piazza della Repubblica.

Video | "Non tagliate i tigli di fronte alla stazione", la protesta 

I firmatari lamentano il taglio indiscriminato che negli ultimi anni è stato fatto ai danni del verde pubblico cittadino, dal centro fino alle periferie e alle frazioni. Nella diffida annunciano l'intenzione di voler ricorrere alle autorità competenti al fine di valutare il danno erariale, ambientale e al bene pubblico che si verrebbe a creare nel caso anche gli alberi davanti alla stazione venissero effettivamente abbattuti.

"Mentre in tutto il mondo si va verso un’ottica di città green, vivibile e sostenibile - sostiene l'avvocato Vittorio Marinelli - , ad Arezzo stiamo vivendo un’assurda controtendenza. Non c’è valida ragione che giustifichi la devastazione del verde pubblico, ed oggi in particolare il taglio di quattro alberi sani, che costituiscono un patrimonio ambientale e storico della città e il cui abbattimento produrrebbe un danno non reparabile in tempi brevi”.
Infine, il legale lancia un appello: “Ho visto con piacere che sia la cittadinanza che una parte della politica si sono già mosse per difendere quegli alberi. Io però voglio lanciare un appello anche ai consiglieri dell’attuale maggioranza e a tutti i candidati del centrodestra, perché non posso pensare che tra di loro non ci sia chi tiene al futuro della città, alla tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, tutti valori che dovrebbero essere assolutamente trasversali. Quindi, se ci siete, fatevi sentire e aiutateci a fermare questo scempio”.

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