De profundis Province. Vasai: "Niente fondi per strade e scuole", Cisl: "Semplificare ma manteniamo i servizi"

Le Province aspettano. Attendono che il governo Gentiloni approvi gli atti necessari allo sblocco dei fondi da investire sulla sicurezza stradale e sulle scuole. Risorse vitali per la garanzia dei servizi al cittadino e che invece, dal giorno in...

 

Le Province aspettano.

Attendono che il governo Gentiloni approvi gli atti necessari allo sblocco dei fondi da investire sulla sicurezza stradale e sulle scuole. Risorse vitali per la garanzia dei servizi al cittadino e che invece, dal giorno in cui gli enti sono stati riformati a organi di secondo livello, mancano profondamente. In questo senso, durante l'ultima seduta del consiglio provinciale, è stata l'assise presieduta dal Roberto Vasai a scegliere di non approvare il bilancio.

"Il rischio? Il dissesto", hanno più volte sottolineato consiglieri e presidenti durante la seduta. Ma contestualmente è stato presentato anche un esposto alla procura con il quale l'ente provinciale dichiara estraneo da eventuali responsabilità dovute alla non manutenzione di scuole e strade.

"Non ci sono le risorse - ha spiegato più di una volta Vasai - abbiamo sempre detto che ogni euro in più a nostra disposizione lo avremmo usato per la sicurezza negli istituti scolastici e per le opere di manutenzione. Ma le casse sono vuote. La competenza è sempre della Provincia ma i fondi non ci sono. Non ci vengono assegnati".

Lo stesso vale per la manutenzione stradale. Buche, avvallamenti, asfalti che si sgretolano.

Gli oltre 1.200 chilometri di competenza della Provincia di Arezzo resteranno così. Perché non ci sono soldi per rimetterle in sesto. Preoccupazioni e problematiche condivise anche dal fronte sindacale. Silvia Russo, segretaria della Fp Cisl Arezzo ha infatti espresso apertamente la necessità di provvedere ad individuare una soluzione efficace. "Il problema in questo momento è la crisi istituzionale che stiamo vivendo - ha detto - una profonda crisi istituzionale. Il referedum era una strada che avrebbe potuto essere percorsa per trovare delle soluzioni. Al momento invece non siamo a metà del guado. Certe scelte che erano iniziate nei mesi passati non sono state portate a termine. Le Province hanno un ruolo ma non hanno alcuna risorsa da spendere. E questo è un controsenso che ha delle ricadute importanti sulla popolazione. Come Cisl pensiamo che ci sia bisogno di una semplificazione, ma questo non può avvenire a discapito dei cittadini e dei servizi".

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