Davide, l'uomo che toccò il cielo con un dito in sella alla moto

Dal 2012 il rider casentinese fa parte del team Da Boot, un gruppo di 18 piloti professionisti che praticano motocross, quad e motoslitta freestyle

E’ una danza perfetta. Terribile. Ma perfetta. La sua lady è una di quelle tipe che sulla pista non si fa desiderare e si concede sempre per un altro giro, un altro volteggio insieme. Quella di Davide Rossi con la moto è una storia d’amore 2.0. Romantica, complicata e profonda.

A sei anni, complici il padre e il fratello più grande, si è seduto per la prima volta in sella ad una motocicletta. E la scintilla è scattata. Da Pratovecchio, Scarpaccia per la precisione, nel 2012 è partito alla volta di Belluno dove ha raggiunto Alvaro Dal Farra, ex pilota freestyle motocross, per un camp presso la fmx school veneta. Una fucina di “pazzi scatenati” che con la moto si lanciano in funamboliche evoluzioni sfiorando il cielo con le dita.

“Il mio debutto sulla rampa è avvenuto circa otto anni fa - racconta Davide - ricordo che trovai sul giornale l’annuncio che dava indicazioni per la partecipazione ad una settimana di corso intensivo per imparare le tecniche base del freestyle motocross. Sette giorni straordinari dopo i quali Alvaro mi chiese se volevo continuare questo percorso perché secondo lui ero portato. Ricordo che tornai a casa e, dopo qualche mese di riflessione, decisi di rimettermi in sella".

Da quel momento Davide è entrato a far parte della squadra Da Boot, gruppo di 18 piloti professionisti che praticano motocross, quad e motoslitta freestyle. Una sorta - semplificando davvero moltissimo - di nazionale italiana composta da rider pronti ad prendere a morsi le rampe e imporsi sulla scena internazionale.

“E’ stato un percorso che mi ha portato in giro per il mondo - spiega - con me in questa avventura ci sono anche altri due amici, colleghi, di Arezzo. Si tratta di Leonardo Fini e James Trincucci. Con loro, e il resto del team Da Boot, ci diamo da fare per gareggiare in circuiti internazionali tenendo alti i nostri colori. Rispetto a realtà come quella australiana e americana scontiamo dieci anni di ritardo, ma ci impegniamo a fondo per dare il massimo con trick (movimenti in aria ndr) sempre più elaborati e innovativi. L’obiettivo? Sicuramente gli X Games”.

Negli anni ha partecipato ad eventi di spicco come i Masters of Dirt, ha vinto la pre qualifica per il campionato europeo IFMXF Night of the Jump, e collezionato diversi piazzamenti sia nelle coppe del mondo che nel campionato europeo IFMXF. Un talento coltivato con sacrificio, dedizione, costanza e una buona dose di audacia.

“Mamma non riesce a guardarmi quando mi alleno a casa in Casentino perché, sì, ho realizzato anche un campo prova vicino a dove abito - racconta - Quante ossa mi sono rotto? Decine, forse è più semplice parlare di quelle ancora intere. Ma ogni caduta ricorda l’importanza di lavorare in sicurezza e, da questo punto di vista, il nostro team può contare su tecnici straordinariamente preparati e strutture all’avanguardia”.

Follia, sogno, adrenalina a fiumi ma anche disciplina. “Ingredienti fondamentali per chi vuole fare questo sport”. Sì perché per tenere testa a quella lady capricciosa ci vuole soprattutto una volontà ferrea. Solo così la si può convincere a percorrere sentieri fantastici sfrecciando a tutto gas, guardando letteralmente il mondo da un’altra prospettiva.
Ma non è ancora tutto. Davide in sella alla sua moto ha sperimentato nuovi modi di solidarietà sociale.

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“Alvaro Dal Farra è tra i fondatori della mototerapia - spiega ancora - ogni anno grazie a preziose collaborazioni come quelle con la Steels di Andrea Botti, creiamo degli eventi a cui possono partecipare diversamente abili o persone meno fortunate di noi. Li accompagnamo sulla moto ed è fantastico. Impazziscono di gioia e noi con loro. Ricordo ancora quello che mi disse un ragazzo durante uno di questi eventi. “Sento il vento in faccia anche quando non soffia”. E’ stupendo. La sensazione di libertà che regala sfrecciare su una moto non ha davvero pari”.

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