Dati tamponi. La controreplica dell'assessore Tanti: "Rimangono sul tappeto incertezze eccessive che vanno risolte"

"Dalla lavorazione di 5.000 tamponi rimasti indietro, alla tempistica, fino alla mancata comunicazione ai cittadini dell'esito negativo compresa la incompletezza informativa nel fascicolo sanitario. Il tema di cui parliamo è questo, non l'altro"

Lucia Tanti, assessore Comune di Arezzo

Continua il botta e risposta tra amministrazione comunale e Asl circa la questione dei tamponi eseguiti sulla popolazione e utili all'individuazione della presenza di infetti da Coronavirus. Ad intervenire è l'assessore alla salute del comune di Arezzo, Lucia Tanti, che prende la parola per replicare alle parole del direttore generale dell'azienda sanitaria Toscana sud est, Antonio D'Urso.

La replica dell'assessore

"Il 24 aprile ho partecipato ad una videoconferenza nella quale, grazie anche all’assessore Saccardi, è stato finalmente messo un punto fermo sulla prima “questione dati” dopo che per ben due volte si intendeva negare ai Sindaci le informazioni del dato aggregato provinciale, tentativo di negazione per altro non ascrivibile al direttore D'Urso. La questione da dirimere in quella sede fu se i Sindaci erano nel diritto di ricevere, come fin dall'inizio, anche i dati dei cittadini positivi, oltre che del loro Comune, pure della provincia di riferimento. Noi dicevamo di sì, altri avevano la volontà di impedire questa informazione, per altro in maniera incomprensibile. 

In quella occasione, finalmente, si è messo un punto fermo: i sindaci avrebbero continuato a ricevere anche i dati della provincia. Ebbi a dire che ero contenta e che trovavo di buon senso mantenere questo "vecchio" modello di informazione. In quella sede non siamo entrati nel merito dettagliato dell’invio di altri flussi di dati sui tamponi e tutto ciò che ad essi si collega, proprio alla luce di quello che il direttore ci ebbe a dire e cioè che vi erano state fin dall'inizio criticità strutturali proprio sul processo dei tamponi stessi. Criticità che avevano causato ritardi nella lettura dei tamponi e quindi anche nella comunicazione dei risultati. Ci è stato chiesto di rinviare il tema ad un aggiornamento al momento in cui queste criticità fossero state definitivamente risolte, dopo che erano state messe in campo azioni correttive, risalenti per altro ad una comunicazione del Venerdì Santo. 

Criticità che danno la misura di un sistema ancora parecchio zoppicante nel merito della questione. In quella sede, infatti, si è trattato sia il tema circa il tempo del processo, sia la mancata comunicazione ai cittadini risultati negativi: non solo, non sono informati dell'esito, ma tale esito, peraltro, non finisce nemmeno nel fascicolo sanitario. Il direttore stesso ha testualmente fatto riferimento a "criticità in via di superamento". Ecco, vediamo di superarle perché non si tratta di dettagli, essendo ormai nella Fase2. Quello che il Sindaco ha richiesto - e da tempo - sono dati su: tamponi richiesti, tamponi processati, esito degli stessi - negativi e positivi- circa i quali dati, ancora al 24 aprile, non si era definitivamente individuata una soluzione, né per i Sindaci né per i cittadini che, appunto, sul merito ricevono solo il 50% della informazione a cui avrebbero forse diritto. 

Quindi non mescoliamo le mele con le pere, come diceva la mia nonna materna - donna saggia e di tradizione contadina quindi parecchio concreta -  perché qui nessuno ha inteso affondare il coltello sulle evidenti criticità che da tempo si registrano proprio sul tema del processo di lavorazione e di comunicazione circa i tamponi, problema però che al 24 aprile era ancora in via di risoluzione e che forse lascia aperti punti oscuri che riguardano non solo i sindaci, ma anche i singoli cittadini. Consapevoli tutti degli sforzi che stiamo facendo è innegabile che sulla questione tamponi rimangono sul tappeto incertezze eccessive che vanno decisamente risolte”.

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