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Dalla Valdichiana all'Australia, il sogno realizzato di Serena: "Perché qui il merito vince"

Venticinque anni e un sogno nel cassetto realizzato raggiungendo l'altra parte del mondo. E' una storia speciale quella di Serena Cruscanti, che da Pozzo della Chiana è volata in Australia dove con coraggio e determinazione ha percorso la sua...

Venticinque anni e un sogno nel cassetto realizzato raggiungendo l'altra parte del mondo. E' una storia speciale quella di Serena Cruscanti, che da Pozzo della Chiana è volata in Australia dove con coraggio e determinazione ha percorso la sua strada, fino a conquistare "il mio posto nel mondo".

Serena vive in Australia da tre anni (attualmente si trova a Darwin, ma ha vissuto a Byron Bay e Sydney) e da pochi giorni ha ottenuto la ‘permanent residency’ Australiana, un visto permanente che le consentirà di restare in Australia a tempo indeterminato. Una specie di traguardo per chi, come lei, si è spostata in questo paese per trovare la sua strada. E adesso Serena lavora come responsabile educatrice della prima infanzia.

Il sogno nel cassetto, coltivato fin da quando aveva 15 anni ha iniziato ad avverarsi poco dopo aver compiuto 20 anni. Fu allora che la giovane aretina approdò a Byron Bay con un Working Holiday Visa, il visto vacanza-lavoro che consente ai giovani fino a 30 anni di vivere, viaggiare e lavorare in Australia per un anno.

Dopo un breve rientro in Italia, Serena decide di ripartire, questa volta per Sydney. “La verità – spiega raccontando come è maturata la sua scelta - è che in Australia se vali, qui ti vedono, ce la fai! È davvero un paese meritocratico. Io vengo da una famiglia semplicissima, da un paese piccolo, sapevo due parole di inglese, eppure ho raggiunto il mio obiettivo” E continua: “Io mi ricordo come sono partita. Avevo tutte le insicurezze di una ragazza di 20 anni. Certo ho ricevuto anche aiuto, a partire da un'agenzia, la Go study Australia, che mi ha guidata per I primi tempi e durante il mio percorso, soprattutto a livello burocratico.”

Partita con pochissimi soldi e tante domande, ora Serena, dopo aver ottenuto un diploma in ‘childcare education’, è responsabile educativa all’interno di un asilo. Si occupa dei ‘pre-schoolers’, ovvero i bambini dai 3 ai 5 anni. In futuro vorrebbe tornare ad iscriversi all’università e proseguire gli studi, in vista di ottenere la cittadinanza fra un paio di anni.

“A volte – racconta guardandosi indietro - mi sono sentita persa, ma poi ho sempre ritrovato la strada. Il bello dall’Australia è che c’è sempre la soluzione dietro l’angolo!”

Il ricordo dell'Italia a volte è pungente: “Ma ci sono momenti impressi nella mia memoria che mi aiutano a superare la nostalgia: i miei nonni, che mi hanno insegnato la pazienza, la tenacia e l' umiltà; gli occhi di mia mamma che mi hanno insegnato ad apprezzare la vita nel suo piccolo e a sognare. L' ottimismo del mio babbo e l' amore di mio fratello, mia sorella e dei miei cugini. Mio zio, che una volta mi disse che in qualsiasi situazione, l' istinto dell' uomo e quello di trovare una soluzione. Ecco sicuramente questa è una frase vincente. Devo ammettere che se non venissi dalla famiglia da cui vengo, dubito che ce l 'avrei fatta. E anche il calore dei compaesani, con il quale vengo accolta ogni volta che torno a fare visita a casa, me lo porto tutt'oggi nel cuore”.

Anche l'Australia però le è entrata nel cuore, ed ecco che in Italia, e Arezzo, riporterebbe un souvernir speciale: “Riproporrei la leggerezza, e un pò più apprezzamento per la diversità, che sono invece due aspetti che si trovano ricorrenti nella realtà Australiana.

Qua tutti sono molto rilassati e " easy going".. per esempio a Sydney (una delle più grandi città australiane) le persone che lavorano in ufficio se ne vanno in giro in ciabatte; poi magari si portano un paio di scarpe più eleganti in borsa, che si cambieranno una volta arrivati al posto di lavoro.

Al secondo punto invece intendo dire che in Australia, nessuno ti giudica per il colore della tua pelle, o per l' età che hai, ma vieni semplicemente apprezzato per la persona che sei, e le porte sono aperte a tutti. La diversità in Australia è una ricchezza, ed è parte integrante della bellezza di questo paese”.

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