Così i Regionali si 'inchinino' all'Alta Velocità: le disposizioni di Rfi. Regione Toscana all'oscuro e pendolari pronti alla rivolta

E se i treni ad Alta Velocità sono in ritardo? Cosa succede lungo la Direttissima? Presto detto. I regionali si fermano e danno la precedenza oppure vengono dirottati lungo la linea lenta. Questa pratica è quella che viene descritta, con sempre...

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E se i treni ad Alta Velocità sono in ritardo? Cosa succede lungo la Direttissima?
Presto detto. I regionali si fermano e danno la precedenza oppure vengono dirottati lungo la linea lenta.

Questa pratica è quella che viene descritta, con sempre maggior frequenza, dai tanti pendolari aretini e valdarnesi che ogni giorno salgono a bordo dei treni in transito lungo la linea Firenze Roma.

Una problematica più volte portata all'attenzione della Regione Toscana per la quale sono stati anche fatti incontri e disposti accordi ma che adesso potrebbe diventare molto più diffusa.
Già perché è sull'edizione del 6 ottobre che Repubblica Firenze rende nota l'esistenza di una circolare inviata il 1° ottobre da Rfi a tutte le sale operative della Firenze-Roma e avente come oggetto: "Migliorare gli indici di puntualità dei treni a mercato" (ovvero i convoglio alta velocità).
L'obiettivo, così come viene spiegato nell'inchiesta giornalistica, è quello di accorciare i ritardi superiori ai 15 minuti.
In quale modo?
Semplicemente indicando delle procedure di emergenza che dovranno regolamentare il sistema delle precedenze lungo la linea e che di fatto, impongono ai regionali di far passare avanti gli AV.



E' sempre dalle colonne di Repubblica che si legge la presa di posizione da parte di Rete ferroviaria italiana riguardante l'intera vicenda.
"L'applicazione delle nuove norme non implica un peggioramento delle performance dei regionali e le stesse norme prevedono verifiche periodiche per valutare i risultati e gli effetti sulle altre tipologie di convogli e per introdurre eventuali ulteriori miglioramenti alla gestione del traffico".

Neanche a dirlo le reazioni da parte dei pendolari non si sono fatte attendere.
Il portavoce del Comitato Valdarno Direttissima, Maurizio Da Re si è detto pronto non solo a promuovere azioni di protesta ma anche ad organizzare class action se la pratica degli "inchini" dovesse diventare la normalità. Inoltre, sono stati proprio gli utenti del Valdarno a riportare come da inizio ottobre ad oggi gli episodi in cui i regionali si sono fermati per consentire il passaggio di Frecciarossa o Italo siano diventati più frequenti. Non sono mancati neanche 'dirottamenti' lungo la linea lenta con un conseguente aumento dei tempi di viaggio.

Ma di tutta questa situazione la Regione Toscana di cosa era a conoscenza?
Di niente. E' stato l'assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli a confermare che per il governo toscano vale quanto contenuto nell'intesa sottoscritta nell'aprile del 2015 come accordo quadro dove, viene sottolineata la volontà di rispettare i treni che viaggiano in orario con particolare attenzione ai convogli in transito nella fascia pendolari (6-9 e 17-19).
L'assessore si è anche dichiarato pronto a contrastare ogni genere di attività che vìoli tale intesa.

La questione è poi arrivata anche sul tavolo del ministro dei Trasporti. Sono stati i deputati valdarnesi di Alternativa Libera a prendere la palla al balzo e chiedere lumi sull'intera vicenda.
"Si continua a perseguire la logica di passeggeri di serie A e di serie B e questo è inaccettabile - dichiarano Samuele Segoni e Massimo Artini - Ci uniamo alle proteste del Comitato dei pendolari "Valdarno direttissima" e chiederemo al Ministro chiarimenti, anche i pendolari dei treni regionali hanno diritto ad arrivare in orario".
Ai due si è aggiunta la consigliera comunale fiorentina Miriam Amato: "E' sconcertante la volontà di Ferrovie di penalizzare così i pendolari, studenti e lavoratori, che vengono a Firenze, prendendo quotidianamente il treno dal Valdarno e da Arezzo, solo per privilegiare chi prende le Frecce o Italo".
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