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"L'integrazione passa per la lingua", corsi gratuiti per stranieri: boom di adesioni

Dopo l'annuncio di alcuni mesi fa, ecco le lezioni promosse dall'Associazione Comunità Bengalese. Sono seguite da oltre 40 giovani. Tra loro anche alcune ragazze: "Perché non rimangano più isolate"

Oltre 40 persone in aula per imparare l'italiano. Sono giovani uomini e donne che provengono in larga parte dal Bangladesh e che da oggi hanno un'opportunità di integrazione in più. Quella offerta dall'associazione di promozione sociale "Comunità Bengalese" nata alcuni mesi fa ad Arezzo. Gli obiettivi erano chiari fin dall'inizio: "Aiutare i nostri connazionali ad integrarsi e sostenere l'idea di un cimitero musulmano ad Arezzo" aveva raccontato Ullah Aman, imprenditore orafo che da quando aveva 18 anni vive e lavora ad Arezzo e che oggi è presidente dell'associazione. 

In pochi mesi, grazie anche alla collaborazione con il Movimento dei Consumatori, i corsi sono andati in porto: "Sono gratuiti, sono rivolti a uomini e donne. Una classe in particolare è composta solo da donne e ragazze: per loro è fondamentale imparare la lingua per integrarsi e non rimanere isolate. Ad esempio per fare spese, parlare con un medico o rivolgersi agli insegnanti dei figli": 

Il corso proposto dall'associazione ha una durata di 60 ore ed è propedeutico alle 30 ore obbligatorie che devono essere frequentate per poter dare l'esame che certifichi la conoscenza dell'italiano. 

"Il nostro corso è propedeutico - spiega Aman - e ha l'obiettivo di far arrivare i giovani che si rivolgono a noi preparati sia per sostenere l'esame sia per proporsi nel mondo del lavoro, per svolgere pratiche burocratiche, integrarsi e capire meglio come funziona questo Paese". 

Gli usi, i costumi e soprattutto le leggi italiane per essere compresi hanno bisogno di una conoscenza della lingua. Sempre più spesso i giovani che arrivano in Italia hanno già titoli di studio e sono digitalizzati. L'unico scoglio per loro resta la lingua. E qui si inserisce l'associazione: "Siamo orgogliosi di aver attivato questi percorsi di studi - spiegano i soci -. Era un obiettivo importante e questo servizio è rivolto anche a giovani che arrivano in Italia da altri Paesi, non solo dal Bangladesh". 

A scuola di italiano

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Per informazioni sui corsi è possibile rivolgersi direttamente all'associazione, scrivendo a comunitabengalese@gmail.com.

"In futuro? Continueremo a portare avanti i nostri progetti - spiega Aman - nelle prossime settimane avremo un incontro la vice sindaco Lucia Tanti per parlarne con lei. Abbiamo un sogno del cassetto: permettere agli stranieri di essere soggetto attivo nelle scelte politiche e istituzionali. Stiamo pensando una convention delle associazioni straniere da fare in città. E, perché no, alla nascita di una consulta degli stranieri". 

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