Coronavirus, Toscana a rischio lockdown "soft": ecco perché potrebbe diventare zona arancione

La possibilità di rimanere in zona gialla è legata ai dati rilevati nella settimana che sarà nel mirino nel prossimo monitoraggio del Cts, ovvero quella dal 26 ottobre al 1 novembre

Dalla zona gialla a quella arancione: il passo per la Toscana potrebbe essere breve. Brevissimo. Nei prossimi giorni infatti, i dati presi in esame dal monitoraggio condotto dal Comitato Scientifico (basati sull'andamento dell'epidemia tra il 19  il 25 ottobre) saranno aggiornati e qualora emergesse che la curva di crescita rilevata tra il 26 ottobre e il primo novembre fosse più preoccupante - come sembra possa effettivamente essere - potrebbero scattare nuove misure per altre regioni. Tra queste anche la Toscana, che rischia il cosiddetto lockdown "soft".

A correre i rischi maggiori in questa situazione, spiega Today, sono Veneto e Liguria: "in base all'indice di contagio Rt che si trova tra 1,25 e 1,50 in quei territori e al rischio definito 'alto' in base ai 21 indicatori del monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute validati dal Comitato Tecnico Scientifico, Veneto e Liguria avrebbero dovuto già essere inserite in zona arancione così come Puglia e Sicilia". Non solo: la Toscana e la Campania si troverebbero nella stessa situazione.

Ma cosa accadrebbe ad Arezzo e nelle altre città toscane se effettivamente si verificasse questo cambiamento ? Nella zona arancione - oltre alle disposizioni come il coprifuoco, valide in tutto il territorio nazionale - sarà "vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalle Regioni, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute", stessa cosa per chi si deve spostare tra comuni diversi;"bar, ristoranti, locali, pub, gelaterie e pasticcerie" sono "chiusi sempre, ma potranno continuare a vendere cibo da asporto (fino alle 22) o consegnarlo a domicilio"; sempre nelle zone arancioni e rosse i negozi sono "chiusi, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali; anche i mercati sono "chiusi, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari".

La possibilità restare in zona gialla è dunque legata ai dati rilevati nella settimana che sarà nel mirino nel prossimo monitoraggio del Cts. Nel frattempo oggi in Toscana si sono verificati 2.273 nuovi casi e 25 decessi. Con i nuovi casi in crescita ma i decessi in forte calo: ieri infatti erano 43.

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