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"Con la famiglia al supermercato", aretini dribblano il decreto. Sconcerto e rabbia

Il decreto infatti parla chiaro: la spesa si può - e si deve - fare in caso di necessità, ma solo una persona per famiglia può recarsi al supermercato

Al supermercato con i bimbi per mano. Marito, moglie e pargolo sul carrello. Nonni con i nipoti tra le corsie. Sono scene viste e riviste in questa mattinata di assalto ai supermercati aretini. Scene che molti raccontano con incredulità. All'indomani del terzo decreto del presidente del Consiglio, che impone misure particolarmente restrittive per fermare il coronavirus, le regole per una spesa sicura sembrano non essere state ancora recepite dagli aretini. Il decreto infatti parla chiaro: la spesa si può - e si deve - fare in caso di necessità, ma solo una persona per famiglia può recarsi al supermercato. 

Quello che invece è accaduto questa mattina ad Arezzo è molto diverso. Alle 8,15, ad esempio, di fronte a Centro*Arezzo (ex Ipercoop) c'erano già molte persone. Prima dell'apertura hanno atteso in coda, ad un carrello di distanza, come previsto. Ma una volta all'interno sono state contate anche una decina di persone per corsia: nessun rispetto quindi delle distanze di sicrezza. Inoltre ci sono stati vari casi di famiglie con figli che si sono avventurate nella spesa. Un comportamento che va contro quanto previsto dalle misure anti Coronavirus. 

Come già avvenuto pochi giorni fa, i prodotti più richiesti sono stati la farina, lo zucchero e i gel disinfettanti. Qualcuno ha riempito i carrelli, incurante del fatto che i supermercati e i generi alimentari continueranno a rimanere aperti. 

In mattinata la coda all'esterno del supermercato costeggiava tutto l'edificio, da un'entrata all'altra. Di fronte agli occhi attoniti di tanti che hanno notato tra un carrello e l'altro più di una persona. 

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