"Scuole comunali dell'infanzia, la situazione è esplosiva, serve personale", la lettera della Cgil al sindaco

La Funzione Pubblica della Cgil in una lettera indirizzata al sindaco Alessandro Ghinelli racconta le criticità che si stanno verificando all'interno delle scuole dell'infanza comunale e avanza delle richieste per far fronte a queste problematiche

"La pandemia che stiamo vivendo, nella sua drammaticità, ha il merito di far emergere le criticità e le fallimentari politiche di governo degli ultimi anni. Non si sottrae a questa tendenza il Comune di Arezzo", così la Funzione Pubblica della Cgil in una lettera indirizzata al sindaco Alessandro Ghinelli, al segretario generale Caridi e al dirigente dell'ufficio del personale racconta le criticità che si stanno verificando all'interno delle scuole dell'infanza comunale e avanza delle richieste per far fronte a queste problematiche. E se non ci saranno risposte viene paventata la possibilità di "sollecitare le autorità competenti" perché le scuole dell'infanzia vivrebbero davvero un'emergenza nell'emergenza.

II problema con il quale quotidianamente si confrontano gli insegnanti è legato ai numeri: con la pandemia, ci sono anche quarantene e isolamenti, ed è chiaro che "questo clima di tensione e la patologica scarsità di personale scolastico, sommandosi alla grave crisi epidemiologica, abbia generato una situazione potenzialmente esplosiva, insostenibile e non più tollerabile all'interno delle scuole comunali dell'infanzia".

Ma cosa sta accadendo all'interno di questi asili? Lo scenario appare desolante. "Promiscuità eccessiva tra bambini e operatori (si rilevano episodi di contatti tra insegnanti, ausiliari e autisti dei pulmini con bambini positivi al coronavirus a cui è chiesto di dare continuità del servizio senza le necessarie verifiche sanitarie) - afferma Gian Maria Acciai -  alti numeri di bambini per insegnante; estrema difficoltà ad effettuare sostituzioni di insegnanti in caso anche di una assenza (con soluzioni a volte stravaganti per ovviare al problema), sono solo alcune delle incresciose situazioni che si verificano quotidianamente all'interno dei plessi scolastici comunali; circostanze che mettono a repentaglio l'incolumità dei lavoratori, dei bambini e delle loro famiglie (sia dei lavoratori che dei bambini)".

Per far fronte a questa situazione il sindacato avanza richieste specifiche che vanno dall'adozione di piano di assunzione straordinario di personale, alla ricerca di figure diverse da quelle degli insegnanti, ma indispensabili all'interno delle scuole dell'infanzia. 

Si rileva pertanto la necessità urgente di intervenire attraverso un piano di assunzione straordinario di personale, per un numero di lavoratori tale da garantire sia il rapporto educatore/bambini previsto dalla vigenti norme di settore per le scuole pubbliche, sia un adeguato numero di “riserve” che siano in grado di sostituire i lavoratori eventualmente assenti senza alcun pregiudizio.
Volendo ricordare il concetto di “bolle” (gruppi chiusi che contengono più classi e insegnanti, che restano isolati a scuola senza mai incontrarsi tra di loro al fine di evitare attività di intersezione e di contatto tra i gruppi), onde prevenire la diffusione del contagio, si chiede che i lavoratori adibiti a “riserve” non vengano utilizzati in modo indiscriminato per tutte le scuole e classi comunali.
Si chiede infine che l'Amministrazione Comunale si adoperi per trovare soluzioni adeguate anche alle problematiche che riguardano le altre figure del settore scolastico diverse dagli insegnanti (ausiliari, autisti dei pulmini, ecc.).
In assenza di un celere riscontro da parte dell'amministrazione comunale, ci vedremo costretti a sollecitare l'intervento delle autorità competenti a garanzia della sicurezza e della tutela della salute dei lavoratori.

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