Coronavirus, Simonetti: "Videochiamate e chiusura alle visite, solo così si proteggono gli anziani delle rsa"

Stretta sulle visite e linee guide agli operatori per far fronte ad eventuali contagi. Preoccupazione dopo il caso di Bucine

Rsa "a porte chiuse". Nessuna visita dei parenti, nessun saluto ai propri cari se non attraverso il telefono o il videotelefono. Sono queste le misure - particolarmente rigide - adottate nelle residenze assistenziali per far fronte all'emergenza coronavirus. Misure delle quali, in seguito a quanto avvenuto nella rsa di Bucine nei giorni scorsi, si capisce l'urgenza e l'effettiva necessità. 

Anche per questo proprio ieri si è costituita una task force della Asl sulla "residenzialità per la non autosufficienza". A spiegare la situazione è la direttrice dei servizi sociali Lia Simonetti, che presiede anche la specifica unità di crisi.

"Nel nostro territorio abbiamo 129 strutture per anziani e disabili  - spiega - e di queste 104 ospitano persone con disabilità gravi o anziani non autosufficienti. Pertanto fin dall'inizio dell'emergenza abbia adottato una serie di misure per tutelare questi ospiti particolarmente fragili. Tali precauzioni sono diventate sempre più rigide in funzione dell'andamento dell'epidemia. Così ad oggi nessuno, oltre al personale, può entrare all'interno delle nostre residenze".

E' questo l'unico modo per proteggere i nonni aretini che vivono nelle rsa. Inizialmente era stata permessa la visita di una persona al giorno. Poi la diffusione del virus ha imposto una ulteriore stretta. E così da alcuni giorni gli incontri con i parenti non sono più permessi. 

"I parenti hanno dovuto fare questo sacrificio per tutelare i loro cari - spiega Simonetti - . Siamo coscienti che questa situazione generi ansia, quindi stiamo cercando di promuovere videochiamate, contatti su skype o semplici telefonate, per permettere a figli, nipoti e familiari di poter sentire i loro parenti. E' una misura forte, lo sappiamo, ma è d'obbligo: se il virus entra nelle strutture è difficile da gestire e mette a repentaglio i nostri anziani".

La Asl sta anche prendendo misure precauzionali oltre che per gli operatori, anche per fornitori e personale che si occupa di manutenzione.

"Per chi viene dall'esterno saranno istituiti dei check point ad hoc. Nel frattempo sono state elaborate anche delle linee guida che possano dare un supporto concreto a chi lavora all'interno delle rsa: spiegano come comportarsi dai primi sintomi che lasciano pensare ad un contagio all'arrivo dei risultato dei tamponi".

Tali indicazioni vengono distribuite proprio in queste ore all'interno delle strutture della Asl Toscana Sud Est. L'azienda sanitaria sta anche pensando costruire delle strutture ad hoc: 

"Non è semplice, ma un edificio è già stato individuato ed il progetto inviato alla regione".

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Intanto la vita nelle rsa continua a scorrere, cercando di mantenere la solita routine. E con i saluti e gli abbracci virtuali che i parenti inviano tramite videochiamata o tramite skype.

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