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Coronavirus, in campo l'ambulatorio mobile della Misericordia Arezzo per le visite a casa

E'un veicolo speciale che è possibile adibire a diversi compiti in quanto dispone di spazi ed equipaggiamenti interni adeguati a fungere da postazione sanitaria per vari impieghi, a seconda della configurazione necessaria

Un supporto tecnico e di risorse umane messo in campo dalla Misericordia di Arezzo volto a rendere possibile il monitoraggio domiciliare di persone con sintomatologie e condizioni personali compatibili con l’affezione COVID19, la malattia generata dal Coronavirus.

Un impegno giornaliero - spiegano dalla Misericordia-  dell’associazione e degli operatori della Asl verso i cittadini che tramite l’attività di monitoraggio delle segnalazioni di compatibilità con il coronavirus vengono raggiunti a casa per ridurre, in caso di positivo riscontro, la possibilità di contaminazione verso terzi e avviare nel più breve tempo possibile le necessarie procedure. Il tutto a migliore garanzia della collettività e della salute del cittadino.

Cosa è l'ambulatorio mobile

Com’è già noto il cosiddetto ambulatorio mobile – o camper sanitario – è un veicolo speciale che è possibile adibire a diversi compiti in quanto dispone di spazi ed equipaggiamenti interni adeguati a fungere da postazione sanitaria per vari impieghi, a seconda della configurazione necessaria.

È intuibile spontaneamente quanto e come possa essere utile o perfino prezioso in tutta una serie di situazioni tipiche degli scenari da protezione civile di carattere sanitario. In questo caso il suo impiego è semplice e importantissimo al tempo stesso: su attivazione Asl accompagna due infermieri professionali al domicilio di eventuali casi di pazienti i cui sintomi uniti alla storia clinico-epidemiologica personale inducano alla verifica per escludere la Covid19, affinché possano eseguire il tampone direttamente in casa del paziente. A bordo, nell’apposito frigo di cui è dotato il mezzo, vengono conservati e trasportati i tamponi necessari.

I due infermieri si equipaggiano prima con le speciali tute – comprensive di maschere, occhiali, guanti ecc – a bordo del mezzo dove c’è il solo autista della Misericordia; una volta arrivati sul posto entrano solo i due sanitari in casa del paziente per il prelievo; eseguito il quale la svestizione avviene fuori dall’ambulatorio medico, e gli equipaggiamenti usati vengono riposti in speciali contenitori sterili portati dagli infermieri stessi. Infine il mezzo rientra per permettere le necessarie analisi sui tamponi nel più breve tempo possibile e riaccompagnare gli infermieri. Nessun rischio di contaminazione per il personale della Misericordia che ha svolto esclusivamente funzione di autista del mezzo, né per il mezzo stesso, che resta pronto a una nuova partenza.

Il contenimento del virus

L’iniziativa ha anche un altro pregio: rendere ancora più evidente quale sia il vero obiettivo sociale primario che è necessario ottenere in questa fase, cioè non più (solo) il contenimento degli eventuali nuovi casi quanto una mitigazione dei loro effetti, ovvero rallentare la diffusione del virus per diluire più possibile nel tempo l’afflusso delle forme gravi (che ricordiamo si aggirano tra 15 e il 20% degli ammalati) alla inevitabile ospedalizzazione.

Come dire che se troppi si ammalassero insieme o in un arco di tempo troppo ristretto, diventerebbe impossibile ricoverarne abbastanza per soddisfare l’esigenza e probabilmente la struttura sanitaria andrebbe in tilt perfino per le altre prestazioni consuete.

Uno scenario da scongiurare con ogni mezzo e ogni sforzo possibili; proprio come stiamo facendo tutti quanti anche con questo nuovo servizio appena partito.

In ogni caso chiariamo che mentre andiamo in pubblicazione, cioè intorno a mezzogiorno di venerdì 28 febbraio, non c’è alcun caso di Covid19 né in città né in provincia di Arezzo.

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