Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Coronavirus, turismo al tracollo. Guide: "Senza gite persi 200 studenti al giorno, disdetto il 90 per cento delle prenotazioni"

La Città del Natale aveva lanciato uno strascico positivo: i turisti hanno continuato a visitare Arezzo fino a sabato scorso. Poi il primo caso di Coronavirus nel Lodigiano e il blocco dei viaggi di istruzione

Duecento studenti al giorno. Ogni anno da fine febbraio a fine maggio il numero dei ragazzi che raggiunge Arezzo in viaggio d'istruzione si attesta quotidianamente su questa cifra.

"Ma nelle prossime settimane, in seguito al blocco imposto dal ministero visto l'allarme per il Coronavirus, nessuno di loro raggiungerà la città" - spiega Rachele Fusai, responsabile della sezione aretina del Centro Guide "e  per noi è un vero dramma". 

Le disdette complessive, per le guide, toccano il 90 per cento delle prenotazioni. "Non solo le scuole, ma anche gruppi di adulti e comitive provenienti dall'estero e dal resto d'Italia". 

Dal blocco delle gite al 15 marzo, saranno circa 3mila le presenze di studenti in meno. A questo si aggiungono i gruppi organizzati. Ad esempio da Lombardia e Veneto arrivavano ad Arezzo tanti pullman: "Perché amano molto la Toscana e nei loro viaggi spesso includevano la nostra città". 

Nel frattempo gli eventi per il prossimo 1 marzo al museo Medievale - nell'ambito della giornata gratuita nei musei - è stata annullata.

"La situazione è quella di un cane che si morde la coda - continua Fusai - noi non lavoriamo, le strutture ricettive restano vuote, e anche i ristoranti si riempiono a fatica. Siamo molto, molto preoccupati. Tra l'altro febbraio è il mese in cui arrivano le conferme: ma quest'anno non ne abbiamo ricevuta nessuna. E per quanto riguarda le scuole non ci sono molte speranze che una volta conclusa l'emergenza, gli istituti riescano nuovamente ad organizzarle".

Eppure questo febbraio era iniziato bene. Sulla scia del Natale cittadino, i turisti avevano continuato a far tappa ad Arezzo e per le guide c'era stato lavoro fino a sabato scorso. Poi il primo caso di Coronavirus nel Lodigiano e l'inizio dell'incubo.

"In 17 anni di lavoro . dice Fusai - mai si era verificata una situazione del genere. E' una catastrofe"

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