Chiusure a Pasqua e Pasquetta, Cgil: "Bene, ma i lavoratori del commercio sono sempre a rischio"

Lettera aperta di Claudio Bianconi, segretario provinciale di Filcams Cgil, a prefetto, sindaci e presidente della Provincia

"L'unica buona notizia è la chiusura per Pasqua e Pasquetta decisa dalla Regione e dal Comune di Arezzo. Le aziende del settore avevano già programmato le aperture festive sostituendo agli annunci che invitano i clienti a tenere la distanza di sicurezza, con annunci promozionali e pubblicizzando l'apertura di Pasquetta". Claudio Bianconi, segretario provinciale della Filcams Cgil, sottolinea come le condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti del commercio stia progressivamente peggiorando e lo fa con una lettera aperta inviata alla prefetta, alla presidente della Provincia e ai sindaci.

Il tema è l'apertura della grande distribuzione.  "Troppo frequentemente la causale 'fare la spesa' è utilizzata come occasione per uscire di casa senza il rischio di incorrere in sanzioni, ma anche senza regola alcuna se usata più volte al giorno e tutti i giorni".

Ci sono quindi i comportamenti dei cittadini ma soprattutto le scelte di molte imprese della grande distribuzione: "non tutte hanno condiviso e accolto la nostra richiesta di tenere chiusi i negozi alla domenica e di ridurre le fasce orarie di apertura al pubblico nell'ottica di sicurezza. Anzi, la chiusura di alcuni di questi (in particolare quelli della cooperazione) ha fatto si che la clientela si dirottasse verso quelli che avevano deciso di rimanere aperti esponendo, così facendo, non solo il proprio personale ad un rischio ancora più alto di contaminazione, ma generando tra l'altro concorrenza sleale con i primi".

Bianconi precisa che non intende "paragonare il commesso e la cassiera ai medici, agli infermieri o a quanti altri mettono a rischio la propria vita per quella degli altri, ma oggettivamente sono anche questi a correre il rischio maggiore di contagio".

E si arriva alle richieste rivolte alle istituzioni: "non è più concepibile, che a fronte di giuste e opportune iniziative che limitano altri tipi di spostamenti delle persone, nessuna azione politico-istituzionale nella nostra provincia sia intervenuta a sostegno delle nostre richieste e a tutela della salute di queste lavoratrici e lavoratori che pure garantiscono, tutti i giorni della settimana e con un nastro di apertura dei negozi che supera anche le 12 ore giornaliere, un servizio fondamentale per i cittadini".

La situazione non migliora ma peggiora:

"nei negozi della distribuzione alimentare si sta allentando la stretta che nei giorni scorsi c'è stata in termini di contenimento e contingentamento degli ingressi, nonché di vigilanza sul necessario rispetto e obbligato distanziamento sociale. Questo probabilmente dovuto all'avvicinarsi della Pasqua che, seppure 'da trascorrere in casa', continua a rappresentare momento di acquisti maggiori rispetto alle passate settimane".

Bianconi evidenzia un problema aggiuntivo:

"il numero dei clienti previsti in base alla metratura  del negozio non tiene conto che metà della superficie è ingombra di scaffali ed esposizione della merce. Quindi andrebbe rivalutato il conteggio. Inoltre a ridosso dell'ora di chiusura per smaltire le file, chi contingenta le entrate allenta il controllo e fa entrare più persone creando disagio e talvolta panico tra i lavoratori".

L'invito finale contenuto della lettera di Claudio Bianconi:

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"invitiamo le Istituzioni a trovare regole che obbligano la popolazione a regolarsi su come e quando fare la spesa e chiediamo che vengano fatti controlli più stringenti nelle ore di punta e in questi giorni che precedono la Pasqua nei negozi di commercio alimentare".

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