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La vita a Casa Thevenin ai tempi del Coronavirus. Sarri: "Ragazze bravissime, sono anche diventate cuoche provette"

Toccante testimonianza del presidente della Fondazione che ospita ragazze e madri con figli che si trovano in difficoltà

"Le nostre ragazze sono state davvero esemplari. In questi due mesi di 'reclusione' si sono trasformate in cuoche e in sarte. Non hanno mai chiesto di uscire. Hanno affrontato la prova del Coronavirus con grande responsabilità". Sandro Sarri  è il presidente della Fondazione Thevenin e ieri, a fianco del sindaco Alessandro Ghinelli, nella consueta conferenza stampa serale, ha raccontato i lunghi giorni di isolamento all'interno allo storico palazzo di via Sassoverde.

Nell'anno in cui si celebrail 150esimo anniversario della nascita di Casa Thevenin erano in programma eventi e iniziative. Anche la Lancia d'oro in palio a giugno gli era stata dedicata. Ma tutto è stato sospeso. 
"Per la giostra sono dispiaciuto - dice Sarri -, esprimo comunque un ringraziamento nei confronti dell'Amministrazione che ci aveva dedicato quella lancia". 
Poi il racconto della realtà di Casa Thevenin in tempo di Coronavirus entra nel vivo. "Sono stati due mesi difficilissimi - racconta - ospitiamo 12 ragazze minorenni e 6 mamme con i loro bambini. Immaginate quanto sia complicato 'rinchiudere' 25 persone dentro ad un palazzo. Per fortuna abbiamo ambienti grandi e un cortile: questo ha permesso di trascorrere meglio i momenti più duri".

La Fondazione ha chiuso ogni accesso dall'esterno, fatta eccezione per gli operatori. L'ultimo evento pubblico risale al 1 marzo scorso, quando il Salone delle Feste ospitò la presentazione del libro di Italo Farnetani sulla storia della Fondazione. La settimana successiva si chiusero le scuole e prese il via il lockdown. La città in tanti casi si è dimostrata solidale: sul sito della Fondazione ci sono i ringraziamenti nei confronti di chi ha donato uova di cioccolato per Pasqua, per chi ha offerto il pranzo della festa, per il gelataio che ha portato una dolce merenda alle ragazze e ai bambini e così via.

"In queste lunghe settimane le nostre ragazze sono diventate cuoche provette, sarte e si sono cimentate anche nelle pulizie: sono state davvero bravissime. E sono state anche molto responsabili: non hanno mai chiesto di uscire, hanno capito bene la situazione e speriamo che anche nella fase due si distinguano. Abbiamo spiegato loro cosa ci attende: da oggi non sarà un liberi tutti. Continueremo a fare attenzione". 

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