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Famiglie divise dal confine regionale, Chiassai scrive a Rossi: "Serve accordo tra presidenti delle Regioni"

"L’odierno divieto di spostamento in un’altra regione, salvo per urgenze di salute o di lavoro, significa continuare a condizionare le esigenze delle persone che riguardano inevitabilmente ambiti territoriali di riferimento che sono, per sua natura, extra regionale"

Famiglie divise da un confine. A volte pochi chilometri diventano impossibili da superare. Sono quelli che dividono la provincia di Arezzo dai comuni che si trovano in Emilia Romagna, in Umbria e nelle Marche. Per questo la presidente della Provincia Silvia Chiassai Martini ha scritto al presidente della Regione Enrico Rossi, cercando di trovare una soluzione per i tanti aretini che si sono rivolti alle istituzioni.

“Ho ricevuto in questi giorni molte segnalazioni da sindaci e da cittadini dei territori confinanti con altre regioni - afferma Chiassai -, che mi hanno manifestato un forte disagio per una condizione di divieto di spostamento che impedisce loro il ritorno ad una quotidianità in sicurezza. Molti dei nostri Comuni della provincia toccano altre regioni, Emilia Romagna, Marche e Umbria, che devono essere considerati con attenzione per la caratteristica di terre di confine. Queste comunità hanno rispettato,come gli altri, le disposizioni sul contenimento del contagio e di distanziamento sociale, ma adesso non ci sono più le condizioni per essere bloccati da meri confini amministrativi. L’odierno divieto di spostamento in un’altra regione, salvo per urgenze di salute o di lavoro, significa continuare a condizionare le esigenze delle persone che riguardano inevitabilmente ambiti territoriali di riferimento che sono, per sua natura, extra regionale. Per questo motivo, mi sono fatta portavoce di queste comunità chiedendo al presidente della Regione uno specifico accordo con i presidenti delle Regioni, delle Province e dei sindaci dei Comuni confinanti, per dare la possibilità di spostarsi da parte di residenti in province e comuni collocati a confine tra la Toscana e le altre regioni, non come un’intesa tra un Comune e un altro, come previsto dall’ordinanza n. 57 del 17 maggio 2020, ma come un indirizzo che rispecchi una peculiarità territoriale che permetta di superare dei vincoli amministrativi”.

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