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Green pass verificati in anticipo o durante i servizi. Così Tiemme controllerà il personale e i sindacati chiedono un confronto

L'azienda che gestisce il trasporto pubblico nelle province di Arezzo e Siena ha fornito ai propri dipendenti un ordine di servizio attraverso il quale specifica le modalità con cui verranno eseguiti i controlli sulle certificazioni verdi

Da domani, 15 ottobre, scatta l’ora dell’obbligo green pass per l’accesso ai luoghi di lavoro. E se nell'Aretino, così come in tutta la Penisola, aziende, esercizi commerciali e realtà produttive hanno organizzato personale e tecnologia per espletare le procedure di controllo sui propri addetti, c’è una categoria che più di altre è rimasta in un limbo fino a poche ore fa. Sono gli autisti e i conducenti di mezzi pubblici. Il comparto fino ad oggi ha atteso di ricevere delucidazioni in merito alle modalità con cui saranno effettuate le verifiche. Sì perché, non avendo una sede fissa di lavoro e, in alcuni casi, prendendo servizio anche presso i depositi, è evidente che le regole generali per loro non sono di semplice attuazione. E allora come ovviare a tutto questo? A spiegarlo è stato il gestore dei servizi di trasporto pubblico Tiemme spa attraverso una nota di servizio diffusa a tutto il personale di Arezzo, Grosseto, Livorno e Siena. Nel documento, accompagnato anche da un focus riguardante le procedure previste, viene reso noto che: "la verifica del possesso della certificazione verde Covid-19 o di quella di esenzione dalla vaccinazione anti sars cov 2 avviene con le seguenti modalità: - “a campione” all’ingresso nei luoghi in cui è svolta l’attività lavorativa, nonché al momento della presa in servizio; “a campione” durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. In caso di verifica a campione all’accesso e/o durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, il campione di verifica dovrà essere adeguato, tenuto conto delle specifiche categorie professionali, della popolazione lavorativa presente individuata, al fine di garantire che lo svolgimento randomico coinvolga la più ampia platea possibile di soggetti”.

Il 10% dei dipendenti Tiemme senza green pass

Le misure saranno in vigore, come previsto dal decreto legge di riferimento, dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021, e comunque fino alla cessazione dello stato di emergenza o eventuali proroghe. I datori di lavoro, sia pubblici sia privati, potranno chiedere in anticipo la verifica del green pass in base alle esigenze organizzative - ad esempio per le attività su turni: salta dal testo finale del Dpcm con le linee guida sulle verifiche del green pass sul lavoro, pubblicato sul sito di Palazzo Chigi, la previsione del limite di 48 ore di anticipo entro cui chiedere la verifica del certificato.

Le regole

L’ordine di servizio specifica che a tutti i lavoratori, compresi autonomi o collaboratori esterni, sarà vietato l’accesso ai luoghi in cui svolgono l’attività di lavoro senza il possesso e l’esibizione, a richiesta, della certificazione verde in corso di validità (come previsto dall’art. 9-septies del DL n. 52/2021, introdotto dal DL n.  127/202) o senza il possesso di un certificato medico di esenzione dalla campagna vaccinale. Non sono ammessi altri tipi di documenti.

Procedure di verifica

"L’obiettivo delle procedure di verifica - spiegano dall'azienda - è quello di garantire un adeguato livello di sicurezza nei luoghi in cui è svolta l’attività lavorativa nonché la regolare erogazione del servizio di trasporto pubblico locale". Il green pass andrà esibito in formato cartaceo o digitale e verrà controllato tramite la lettura del qr code con l’app “VerificaC-19”.

A tutti i dipendenti sprovvisti di green pass valido, sarà inibito l’accesso ai luoghi di svolgimento dell’attività lavorativa e verranno considerati assenti ingiustificati sino alla presentazione di un certificazione valida. Per i giorni di assenza motivati dal mancato possesso di certificato verde in corso di validità non sarà dovuta la retribuzione o altri compensi o emolumenti di qualunque tipologia.

"L’azienda - concludono da Tiemme - si auspica che la procedura non comporti disagi per il regolare svolgimento del servizio e per gli utenti".

La reazione dei sindacati

In seguito alle indicazioni fornite da Tiemme, sono i rappresentanti sindacali dei lavoratori a richiedere formalmente un incontro urgente all'azienda e alle prefetture di Arezzo, Siena, Grosseto e Livorno. Le ragioni sono da rintracciare in quelle che la Filt Cgil, Fit Cisl e Uil trasporti indicano come "criticità palesi e ostative". Tra queste vengono indicate la dislocazione logista dell'azienda che, come detto sopra, è fatta di impianti fissi, depositi, capolinea dislocati in quattro province che rendono ancora più gravoso, critico e farraginoso il controllo. "Riteniamo - sottolineano i sindacati - che l'allontamento dai luoghi i lavoro formalizzandone "assenza ingiustificata" così come disposto dal dpcm, sia parimenti poco dignitoso e possibile motivo di tensione tra lavoratori che sino ad oggi hanno collaborato fattivamente con l'azienda, parti sociali e utenza permettendo lo svolgimento del servizio durante l'emergenza pandemica".

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