Il premier agli studenti di Rondine: "Cambiate voi stessi se volete cambiare gli altri"

L'adesione al progetto "Leaders for peace", la mediazione tra gli ideali della multiculturalità e il pragmatismo per gestire l'immigrazione, le polemiche tra Lega e 5 Stelle. Conte invoca una nuova sensibilità

A Rondine funziona così: quando arriva uno studente nuovo, alla stazione a prenderlo ci mandano il nemico. Se dal treno scende un palestinese, trova un israeliano che lo saluta, lo fa salire in macchina e lo porta alla cittadella. E viceversa. Vale per tutti, è la prima regola da seguire: scoprire una persona come te in chi hai sempre combattuto, attraverso la convivenza quotidiana. L'ultimo progetto si chiama “Leaders For Peace”: spostare il costo di un’arma dal bilancio della Difesa in una borsa di studio per formare leader di pace. E' rivolto ai potenti di oggi ma l'obiettivo è soprattuto educare i ragazzi di domani, in modo che quando saranno a capo di uno stato o di un governo, lavoreranno per ridurre i conflitti armati nel mondo.

Ieri alla cittadella della pace, a pochi chilometri da Arezzo, si è presentato il primo aderente: il presidente del consiglio Giuseppe Conte, che a nome del governo italiano ha sposato la causa di Rondine e sottoscritto l'appello del presidente dell'organizzazione, Franco Vaccari, presentato ai 193 Paesi delle Nazioni Unite il 10 dicembre scorso, in occasione del settantesimo anniversario della Dichiarazione Universale di Diritti dell’Uomo.

"Il ministero della Difesa ha rinunciato a cinque fucili per sostenere questa campagna - ha detto il premier. E' un gesto simbolico ma concreto, cui seguirà il mio impegno con gli altri leader per diffondere l'iniziativa. Ne condivido i valori di fondo, quindi sarò vostro testimonial".

Ad ascoltarlo c'erano le autorità locali, il segretario generale del ministero degli esteri Elisabetta Belloni e una platea di sensibilità, storie, culture variegate formata dagli iscritti allo Studentato internazionale di Rondine, provenienti da luoghi di conflitto o post conflitto di tutto il pianeta. C'era anche il presidente della Cei, monsignor Gualtiero Bassetti, che ai giornalisti ha detto: "La pace non cade come un paniere dal cielo, la pace va costruita con una prospettiva chiara, altrimenti non si ottiene nulla".

Un monito anche per il presidente Conte, costretto come tutti i leader a mediare tra gli ideali della multiculturalità e dell'accoglienza e il pragmatismo che richiede l'emergenza immigrazione, con il ministro Salvini che ha ribadito anche ieri la linea dei porti chiusi.

"Sono convinto che la politica dell'esecutivo riuscirà a contrastare efficacemente la criminalità organizzata, che mette in pericolo la vita dei migranti. Lavoriamo e lavoreremo sempre rispettando i diritti fondamentali delle persone, recitando un ruolo attivo e partecipe in tutti gli scenari a rischio, dalla Libia al Venezuela".

Dalla concordia nel mondo a quella tra Lega e 5 Stelle, alleati di governo, il passo davanti a microfoni e telecamere è stato breve.

"Capisco il paradosso e la provocazione che lanciate voi giornalisti, ma i toni sono vivaci perché c'è una scadenza elettorale a fine mese. Dopo le europee e le amministrative, sarà tutto diverso".

Conte ha chiuso la sua visita, posando simbolicamente il primo mattone della nuova Global Leaders School.

"Condividere con altri Stati questo progetto significherebbe diffondere a macchia d’olio in tutto il mondo una nuova sensibilità. A voi studenti voglio ricordare che per cambiare gli altri, dovete prima cambiare voi stessi".

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Poi ha ripreso la via di Roma, con la rondine d'oro spillata al bavero della giacca. 

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