Consorzio di Bonifica al lavoro a Cavriglia: "Via i sedimenti che soffocano il borro"

Sulla Cervia sono stati eliminati oltre mille metri cubi di materiali: una quantità che consentirebbe di riempire più di 15 stanze alte 3 metri con una superficie di 20 metri quadrati ciascuna

A Cavriglia, il cantiere più significativo e delicato chiuderà a breve i battenti. 
Sul borro della Cervia,  nel tratto a monte del tombamento in corrispondenza di piazza Enrico Berlinguer e nel tratto di valle che costeggia via del Molino, proprio nel cuore del centro abitato, infatti mancano solo poche rifiniture per completare le lavorazioni.
Complessivamente il restyling dell’asta fluviale, progettato e realizzato dal Consorzio 2 Alto Valdarno, ha interessato  l’asta fluviale per una lunghezza di 640 metri e ha richiesto una terapia piuttosto impegnativa con l’espurgo del fondo e la risagomatura del corso d’acqua.
A rendere complessa l’operazione, la  morfologia stessa del corpo idrico, caratterizzata, all’interno del paese,     da fondo e sponde in cemento e muratura:  elementi che hanno contribuito a trasformare il tratto in  un ricettacolo di materiali solidi, trasportati e depositati nel corso  di eventi meteorologici intensi e  dalle  reti di drenaggio urbane. 
L’accumulo dei sedimenti terrosi  ha favorito due fenomeni capaci di aumentare i fattori di rischio idraulico, per giunta nel punto più delicato in cui il borro attraversa il paese: lo sviluppo di specie vegetali invasive e  la riduzione della sezione del corso d’acqua e di conseguenza la sua capacità di deflusso.
Per dare un’idea delle dimensioni dell’intervento basta un numero: sono oltre 1.000 i metricubi di sedimenti che gli operai del Consorzio hanno rimosso e gestito, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, con l’obiettivo di contenere costi e tempi di esecuzione ma soprattutto di coordinare questo recupero con gli interventi in fase di realizzazione sul territorio. 
Complessivamente è stata rimossa una montagna di materiale,  quanto basta per riempire almeno 15 stanze altre 3 metri e con una superficie di 20 mq ciascuna, materiale accuratamente analizzato, attraverso una campagna di indagini preventiva, per individuarne la natura e le caratteristiche  per una gestione corretta nel rispetto delle normative di settore.
 “L’intervento, in cui il Consorzio investirà circa 30.000 euro, è particolarmente importante perché ha richiesto un lungo e laborioso lavoro di preparazione e concertazione andando ad interessare diversi soggetti e competenze. Ancora una volta siamo riusciti a risolvere brillantemente la situazione grazie alla importante e necessaria collaborazione tra enti”, commenta la Presidente del Consorzio Serena Stefani.
Oltre al tratto urbano del Borro della Cervia, nel comune di Cavriglia passeranno sotto i ferri  il Borro Valli e il Borro di San Pancrazio che attraversano la frazione Neri; un altro tratto del  Borro della Cervia  a valle dell’abitato di Cavriglia; il Borro Vacchereccia dall’immissione in Arno nel Comune di San Giovanni V.no fino al tratto a monte dell’abitato della frazione omonima;  il Borro di San Cipriano e il Borro Lanzi dall’immissione in Arno fino al tratto a monte della Centrale Enel e il Borro dei Frati al confine con il territorio figlinese.
“Su queste aste sarà effettuato il contenimento della vegetazione, presente sulle sponde ed in alveo, che potrebbe ostacolare il transito della corrente. Questo servirà a ripristinare il regolare deflusso delle acque e  a migliorare le caratteristiche naturali dell’ambiente fluviale, salvaguardando la varietà   della vegetazione ripariale nel rispetto della funzione di corridoio ecologico dei corsi d’acqua”, spiega l’ingegner Beatrice Lanusini del settore manutenzioni e difesa del suolo del Consorzio e referente di area per il Valdarno.
“Nel corso dell’operazione è previsto anche il trattamento delle piante arboree che richiederà l’impiego di operai forestali specializzati per eseguire tagli selettivi, tesi ad eliminare solo  esemplari malati,  instabili e che possono interferire con il deflusso idraulico, conservando      le alberature autoctone, le essenze di pregio e le associazioni vegetali in condizioni "giovanili”   e quindi salvaguardando il più possibile la naturalità dei corsi d’acqua. Il contenimento della vegetazione inoltre ci consentirà di verificare lo stato di conservazione delle arginature   e delle opere idrauliche presenti e di pianificare eventuali ripristini”.

I lavori, iniziati nel mese di luglio e articolati in dieci lotti, andranno ad interessare circa 150 km di aste fluviali e saranno ultimati dal Consorzio 2 Alto Valdarno entro la fine del 2020 con un investimento complessivo di oltre 1.200.000 euro.
“La manutenzione del reticolo prosegue su tutto il territorio con interventi che il Consorzio ha pianificato raccogliendo anche le istanze di amministratori e cittadini. L’attività di verifica delle segnalazioni è non stop. Le richieste che ci pervengono in questi mesi vengono valutate dai tecnici per essere inserite nel piano delle attività del 2021”, conclude la presidente.

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