Arezzo, Casentino e Valtiberina dentro un'unica zona sanitaria. Il consiglio rivendica l'autonomia: "Punto di partenza"

La richiesta di autonomia funzionale dell’articolazione aretina dentro la Asl Toscana sud-est, la via romea germanica

Con la nascita dell’Asl Toscana sud-est, l’amministrazione comunale ha preso le distanze dal progetto regionale che riunisce zona aretina, Casentino e Valtiberina.

“Alla luce del fatto – ha inteso ribadire l’assessore alle politiche sanitarie Lucia Tanti – che ogni articolazione territoriale ha bisogni e priorità diversi. I Comuni del Casentino e della Valtiberina sono prevalentemente montani e di piccole dimensione e basterebbe questo per sottolineare quanto differiscano le loro esigenze rispetto alla zona aretina che comprende Arezzo, Monte San Savino, Civitella della Chiana, Capolona, Subbiano e Castiglion Fibocchi. Recentemente il consiglio regionale ha concesso autonomia funzionale alle singole articolazioni territoriali in materia di programmazione e definizione degli indirizzi concernenti l’organizzazione e l’erogazione dei servizi sanitari. A una condizione: che il 75% degli enti locali territorialmente interessati, chiedano, tramite i rispettivi consigli comunali, tale autonomia. Mi auguro che i consigli comunali degli altri Comuni interessati seguano la nostra strada. Non corrisponde a quanto ci eravamo proposti ma è meglio di niente. Tuttavia, questa delibera è un atto di partenza, un piccolo passo in avanti, continueremo a lottare per un'autonomia reale e non meramente funzionale”.

Marco Casucci e Luciano Ralli hanno annunciato il voto favorevole della Lega Nord e del Pd. La delibera è stata approvata con 26 voti unanimi favorevoli.

"Siamo per l'autonomia di Arezzo in ambito sanitario - ha sottolineato Marco Casucci della Lega - Lo abbiamo rivendicato in Regione Toscana con forza e determinazione e per questo ci siamo astenuti sulla legge che apre un semplice spiraglio tecnico presente già nei fatti: Arezzo è diversa nelle priorità ed esigenze da Casentino e Valtiberina. Non ci piacciono i pannicelli caldi come questo, che conferma peraltro la centralizzazione delle 'zonone', che dalla sanità a qualsiasi altra gestione di servizi non è utile ai territori. Bene ha fatto l'assessore Lucia Tanti a entrare in questo pertugio per provare a incunearsi nel meccanismo e cercare di ribaltarlo a nostro favore. Per questo alla sua proposta di delibera in Consiglio Comunale abbiamo votato a favore”.

Il Comune di Arezzo, su proposta dell’assessore al turismo Marcello Comanducci, aderisce alla promozione e costituzione del prodotto turistico omogeneo denominato La via romea germanica, mediante un’ampia collaborazione a più livelli. Innanzitutto con i Comuni di Chiusi della Verna, Bibbiena, Chitignano, Subbiano, Capolona, Castiglion Fiorentino, Cortona, Marradi, con i quali viene stipulata apposita convenzione, ma anche con la Regione Toscana, il ministero dei Beni Culturali e tutti i soggetti pubblici e privati che manifesteranno interesse.

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“La via romea germanica è un cammino di interesse nazionale – ha dichiarato Marcello Comanducci – e il documento strategico operativo del turismo toscano ne ha previsto lo sviluppo, sollecitando i Comuni coinvolti a un esercizio associato delle funzioni organizzative e di promozione. È dunque un’opportunità importante, che per Arezzo fa seguito a quella dei Cammini di Francesco, per lo sviluppo turistico del territorio non solo dal punto di vista prettamente artistico e culturale. Un pacchetto ben costruito, infatti, può suscitare interesse e rispondere a specifici ma sempre più ampi segmenti di domanda turistica, alla ricerca di esperienze qualificate, diverse dal tradizionale turismo di massa, che vanno dalla gastronomia all’ambiente. La dimensione quasi nazionale, per il numero e l’estensione delle regioni coinvolte, della via romea germanica, oltre la Toscana il Trentino Alto-Adige, il Veneto, l’Emilia-Romagna, l’Umbria e il Lazio, dà il giusto inquadramento alla portata del progetto e ai numeri turistici in grado di movimentare”.

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