"Città del Natale? Ora un po' di cultura. I tirolesi anche nel 2020: prima piazza Grande era triste"

Intervista alla vice direttrice di Confcommerccio Arezzo Catiuscia Fei che fa il punto sulla situazione degli eventi natalizi prima del rush finale: "E andata bene, ma bisogna programmare meglio il futuro. E andrebbe coinvolta la Fondazione Guido d'Arezzo per una mostra"

Ultime due settimane di apertura del Mercatino Tirolese in piazza Grande, l'iniziativa di Confcommercio di Arezzo, giunta al quinto anno, che - con la Casa di Babbo Natale e il Villaggio Lego - ha aperto la via alle iniziative di Arezzo Città del Natale. Salvo imprevisti il Villaggio sul mattonato sarà confermato anche per il 2020 "ma magari rivedremo la disposizione della casette", dice Catiuscia Fei, vice direttrice dell'associazione dei Commercianti di Arezzo. Che parla del presente e del futuro della manifestazione, baciata dalla presenze turistiche in questo Natale 2019. "Ma si può e si deve migliorare. Magari scommettendo sulla cultura", dice.

Siamo ormai nella seconda metà della manifestazione. Siete soddisfatti?

"Sì, abbastanza soddisfatti. Abbiamo anche affrontato la problematica del meteo, che rischiava di compromettere i primi fine settimana della Città del Natale. E invece le presenze ci sono state, a testimonianza del fatto che le persone si sono mosse lo stesso. E questo è un successo figlio della pianificazione. Sono ormai 5 anni che facciamo un grande lavoro per promuovere il mercatino. Se non cominciassimo a lavorare da maggio sulla promozione, non si registrerebbero le presenze delle famiglie da fuori regione, anche dal Sud Italia".

Insomma, come Ascom, rivendicate il successo del weekend natalizio aretino?

"Mi pare che si dia per scontato questo afflusso oceanico domenicale. Ma dobbiamo ricordarci che cinque anni fa non esisteva niente di tutto questo. Arezzo non era affatto considerata come una meta attrattiva per il Natale. Adesso sì, siamo tra le 10 destinazioni italiane. Siamo riusciti a farci largo, partendo da zero. Voglio ricordare che siamo stati noi a raccogliere il grido di dolore di piazza Grande, quando per Natale era buia e vuota. Ci siamo fatti carico della richiesta dei nostri iscritti e abbiamo messo in piedi il Villaggio Tirolese. Poi il Comune di Arezzo ci ha ascoltato, è vero, e lo ringraziamo. Via via la Città del Natale si è arricchita".

I tirolesi e la piazza più importante della città. Un binomio che ha fatto storcere più di un naso. E ciclicamente tornano le polemiche sulla piazza snaturata.

"Poteva essere fatto qualcosa di diverso? Sì. Ma qualcosa andava fatto. E siamo stati noi a muoverci, mentre prima c'era il deserto. Era una piazza buia e triste. Mai prima d'ora, nei fine settimana di novembre, era stata così viva. E rispetto agli ultimi anni, le presenze arrivano fino a Capodanno. Arezzo, ormai, è vista anche come una città in cui trascorrere i giorni a cavallo della notte di San Silvestro".

E il video-mapping?

"Nel Nord Europa si fa da anni. Ci sono proiezioni meravigliose, studiate. Ora è arrivato anche da noi. A me piace l'idea".

I residenti del centro storico protestano per i disagi...

"Ma è un periodo limitato dell'anno. Oppure vogliamo ritornare al 2014? Senza iniziative, una parte cruciale della città muore. E quando un luogo muore, si chiudono le attività, le persone non lo frequentano più, la microcriminalità prende campo".

Natale 2020. Avete idee nuove?

"A fine edizione faremo il punto. Penso che andremo verso il rinnovo dell'accordo con i tirolesi. Magari si potrà pensare a una disposizione diversa delle strutture. Una nuova collocazione della Casa di Babbo Natale. Complessivamente, mi piacerebbe che la Città del Natale possa fare cose diverse, aprirsi ad eventi culturali".

Un cambio di target?

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"Abbiamo riempito il centro storico e questa folla ce la teniamo stretta. Non rinneghiamo niente. Bisogna trovare però soluzioni per allungare la permanenza media dei visitatori. E bisogna lavorarci da subito, da gennaio. Non si può perdere tempo. Perché città vicine, come Empoli o Montepulciano, si stanno attrezzando con le loro inziative, facendoci concorrenza diretta. Bisogna incrementare le mostre, magari pensare a qualche concerto. Ampliare il cartellone con iniziative culturali, magari aprendo la Fortrezza medicea. Mi piacerebbe fosse coinvolta nelle iniziative di Natale anche la fondazione Guido d'Arezzo, che di cultura si occupa per il Comune, oltre che la Fondazione InTour, che pensa al turismo".

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