Confartigianato: "Eliminare le barriere architettoniche, una battaglia di civiltà"

"Eliminare le barriere architettoniche è una battaglia di civiltà”- Continua a ripeterlo Angiolo Galletti, presidente di Ancos e Anap Confartigianato provinciale, che ha firmato un protocollo d'intesa con APA, l' associazione paratetraplegici...

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"Eliminare le barriere architettoniche è una battaglia di civiltà”- Continua a ripeterlo Angiolo Galletti, presidente di Ancos e Anap Confartigianato provinciale, che ha firmato un protocollo d'intesa con APA, l' associazione paratetraplegici aretini.

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"Abbiamo firmato questo protocollo quasi un anno fa – ricorda Galletti – e ci siamo impegnati, fra l'altro, anche a condividere azioni di sensibilizzazione sulle tematiche della disabilità e dei diritti. E' in questo contesto che intendiamo rivolgere un appello a tutti gli Enti della provincia di Arezzo affinché si presti maggiore attenzione alle barriere architettoniche e alla loro eliminazione."

"Quando si vive in carrozzina – continua Galletti – o comunque si convive con una disabilità anche le cose che sembrano più banali possono diventare difficili, a volte insormontabili. Basta un marciapiede troppo stretto, o troppo alto, un parcheggio troppo stretto, un varco dove non passa una carrozzina a rendere la vita complicata a chi comunque si confronta con un handicap. E inoltre – continua Galletti – teniamo conto che anche una donna in gravidanza, oppure una mamma con il passeggino, può avere difficoltà quando ci sono barriere architettoniche."

Per questo Galletti rivolge un appello agli enti locali. "Sappiamo che le finanze locali oggi sono ridotte al lumicino – osserva – ma a volte basta davvero poco per risolvere problemi che per alcuni diventano grandi. Vogliamo ricordare per questo a tutti di fare attenzione quando si mette mano a interventi su accessi, marciapiedi, parcheggi e quant'altro, insomma a tutto quello che può aiutare o ostacolare una persona con disabilità. E vogliamo anche ricordare – conclude- che le aree di sosta per i portatori di disabilità sono spesso insufficienti, oppure sono lontane o strette per le manovre con carrozzina. E spesso sono anche occupate, a volte in maniera non corretta. Maggiore attenzione su questi aspetti è davvero, per tutti, una battaglia di civiltà."

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