Con Castelfranco diventano 13 le Case della Salute in provincia di Arezzo: un record nazionale 

Con quella inaugurata ieri sera a Castelfranco di Sopra dall’assessore regionale Stefania Saccardi, sono arrivate a tredici le Case della Salute attivate nella provincia di Arezzo. Un record nazionale che trova il suo fondamento sulla convinzione...

05_07_2016 Montevarchi, Taglio nastro Odontoiatria

Con quella inaugurata ieri sera a Castelfranco di Sopra dall’assessore regionale Stefania Saccardi, sono arrivate a tredici le Case della Salute attivate nella provincia di Arezzo. Un record nazionale che trova il suo fondamento sulla convinzione che per tutte le cure territoriali deve esserci una capillarità sul territorio capace di intercettare i bisogni di salute dei cittadini, offrendo una risposta appropriata e adeguata. Case della salute dove non si trovano solo i medici e i pediatri, gli infermieri del territorio e i centri prelievi, la diagnostica di primo livello e il cup, ambulatori di riabilitazione e ambulatori per le visite specialistiche programmate, ma anche gli assistenti sociali per dare una risposta a 360 gradi ai bisogni soprattutto delle cosiddette fasce più deboli. E’ ormai chiaro che non c’è una separazione netta fra lo stato di salute e la condizione sociale, quindi le risposte non possono che essere integrate. “In questo caso, così come per l’odontoiatria – ha detto Saccardi – tutto il nostro sforzo è per la presa in carico reale del cittadino. Qui assieme alla prescrizione, ci sarà anche la prenotazione diretta. Un modello che porteremo in tutta la Regione”.

L’assessore, che appena 15 giorni prima aveva inaugurato la Casa della Salute di Terranuova, ha inteso sottolineare anche la qualità dei lavori e dei restauri eseguiti: “la bellezza deve essere vicina a chi soffre”.

CASA DELLA SALUTE DA 400 METRI QUADRATI

Questa struttura (400 metri quadrati) è ospitata nella ex biblioteca comunale. Per adeguare la struttura sono state abbattute le barriere architettoniche con la realizzazione di un ascensore che collega tutti i piani e modificata la rampa di accesso esterna, rendendola fruibile ai diversamente abili. Adeguati alla normativa vigente gli impianti e realizzata ex novo la centrale termica.

In questa Casa della Salute troveranno spazio il servizio di accoglienza, il Cup, il punto prelievi, il punto di soccorso aperto almeno otto al giorno, gli ambulatori dei medici di medicina generale (6) e del pediatra (1), gli assistenti sociali della Asl (2) e dei Comuni di riferimento, la medicina d’iniziativa, gli infermieri del territorio(4) , gli ambulatori per gli accessi programmati degli specialisti (pneumologo, neurologo ed altri), 1 Oss, 3 collaboratori di studio. Coprirà un bacino di utenza circa 9.000 cittadini.

La spesa è stata di 360 mila euro.

ODONTOIATRIA SOCIALE D’AVANGUARDIA

Forte l’impatto anche a Montevarchi, per l’inaugurazione degli ambulatori odontoiatrici. Il taglio del nastro, alla presenza di Saccardi e Desideri, affidato al neosindaco Silvia Chiassai (è stata la sua prima uscita pubblica). Fino a qualche anno fa l’acceso alle strutture odontoiatriche pubbliche era limitatissime. Oggi, con la crisi che da quasi 10 anni colpisce il Paese, i cittadini semplicemente rinunciano alle cure della propria bocca. La Asl ha attivato un progetto per quasi 500 mila euro, per modificare radicalmente questa situazione e garantire a condizioni “sociali” l’accesso alle cure.

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Negli ambulatori odontoiatrici ospitati nella struttura di via Podgora a Montevarchi, saranno trasferite tutte le prestazioni attualmente erogate in diverse altre strutture del comprensorio.

175 metri quadrati di ambulatori collocati al primo piano dell’edificio, con un’area principale di reception destinata al primo contatto degli utenti con il reparto, un’area baricentrica per la gestione e amministrazione del reparto e un’area destinata esclusivamente alle attività mediche odontoiatriche. 4 ambulatori odontoiatrici, 1 laboratorio odontotecnico e sterilizzazione strumenti, 1 locale macchine per l’installazione delle apparecchiature centralizzate e un bagno con antibagno, distribuiti da un corridoio disimpegno. Gli aretini che si curano i denti in modo corretto sono appena il 40% della popolazione. Il 60% non accede agli ambulatori ne pubblici ne privati e alcuni si recano in centri low-cost che spesso non garantiscono una adeguata qualità. La Regione Toscana ha introdotto, prima regione in Italia, questa attività come un Livello Essenziale di Assistenza. Si tratta di un progetto sperimentale finanziato dalla Regione Toscana quale iniziativa pilota nel campo della sanità. Sei le aree di intervento. Innanzitutto l'emergenza. In caso di infezioni gravi e traumi alla bocca, sarà possibile intervenire, anche chirurgicamente, nell'arco delle 24 ore, ad eccezione dei giorni festivi e degli orari notturni, per i quali sarà necessario rivolgersi al Pronto Soccorso di Arezzo, dove è in funzione un servizio otorino h 24. Ci sarà poi un ampliamento dell'offerta odontoiatrica, con quattro nuove postazioni e un servizio portato avanti da due odontoiatri, un igienista dentale e un odontotecnico a disposizione dei cittadini 43 ore la settimana. Attivo anche un front office per dieci ore la settimana che gestirà tutti gli appuntamenti nei vari centri dell'odontoiatria sociale della provincia di Arezzo. In accordo poi con i presidi ospedalieri del San Donato e del Santa Maria alla Gruccia, potranno essere utilizzate le sale operatorie in caso di interventi particolari che necessitano dell'anestesista. E ancora: le persone disabili e i pazienti affetti da particolari patologie ai denti potranno rivolgersi ad un punto riunito. Per quanto riguarda poi le fasce di esenzione, chi ha un Isee inferiore a 8.000 euro potrà beneficiare del servizio gratuitamente, compresa l'istallazione di eventuale protesi, mentre per le fasce da 8.000 a 14.000 euro è previsto il pagamento di un ticket. Prezzi comunque calmierati per tutti gli altri. L'accesso alle prestazioni odontoiatriche sarà libero, cioè senza prescrizione medica e su prenotazione tramite Cup aziendale. Il progetto è coordinato da Anna Domenichelli e dal responsabile scientifico di branca odontoiatrica Alberto Cinelli.

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