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Comuni e assenteismo. Dalla Rsu di Arezzo la replica: "Dati approssimativi"

"Approssimativo". Questo l'aggettivo usato dai rappresentanti sindacali dei lavoratori di Palazzo Cavallo e riferito al rapporto presentato dal Sole 24 Ore e ripreso anche dalla nostra testata riguardante l'assenteismo dei dipendenti comunali...

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"Approssimativo".

Questo l'aggettivo usato dai rappresentanti sindacali dei lavoratori di Palazzo Cavallo e riferito al rapporto presentato dal Sole 24 Ore e ripreso anche dalla nostra testata riguardante l'assenteismo dei dipendenti comunali. La reazione è arrivata a distanza di circa 48 ore dall'uscita dell'inchiesta e porta la firma di CGIL-FP, CISL-FP, UIL-FPL e CSA.

A detta dei rappresentanti dei lavoratori aretini, i dati riportati dall'elaborato del Centro di ricerca Ermes, sarebbero errati (o quanto meno approssimati) perché non tengono conto che "comprendono le ferie, diritto irrinunciabile costituzionalmente sancito, oppure comprendono l'assenza per aspettativa non retribuita (quindi a carico dello stesso dipendente)".

Secondo i sindacati inoltre "a causa del blocco delle assunzioni, dallo stesso Conto annuale 2015 della Ragioneria dello Stato si rileva che l'età media dei dipendenti pubblici è di oltre 50 anni, con inevitabile aumento delle assenze per malattia e di necessità di assistenza a familiari anziani e non autosufficienti"

Ma c'è di più.

Tra gli interrogativi posti direttamente dalla Rsu c'è anche quello che pone l'accento sulle ragioni che hanno spinto alla redazione dell'inchiesta "Semplice disinformazione oppure denigrazione finalizzata ad un preciso disegno?". Di seguito riportiamo l'intervento dei sindacati aretini.

Risulta tristemente curioso notare il famelico sciacallaggio mediatico che si è scatenato in seguito ad un approssimativo articolo inizialmente comparso il 13 novembre su Il Sole 24 Ore, titolato "Assenteismo: uffici più vuoti a Locri e la Maddalena", prontamente ripreso con metodi ancora più approssimativi su quasi tutta la stampa nazionale e locale. Il pezzo sul quotidiano di Confindustria riporta dati, evidentemente fra di loro incongruenti, ripresi da un fantomatico Rapporto sui Comuni elaborato da tale Centro di ricerca Ermes, che avrebbe elaborato - evidentemente con una buona dose di imperizia - dati provenienti dall'ultimo Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato. Se qualcuno dei solerti redattori - a cominciare dal collaboratore del Sole 24 Ore - avesse avuto voglia di approfondire avrebbe potuto evitare alcune gravi approssimazioni. Imprecisioni che invece, riportate tal quali, hanno aggiunto ulteriori mistificazioni con il solito obbiettivo di denigrare i lavoratori del pubblico impiego: operatori delle scuole per l'infanzia, che si prendono cura dei nostri figli; operatori di polizia municipale, che garantiscono la sicurezza stradale ed il rispetto dei regolamenti comunali; impiegati di sportelli e uffici interni, che cercano di garantire servizi decenti, nonostante drastiche riduzioni del personale per il blocco delle assunzioni; assistenti sociali, che seguono casi sempre più frequenti di anziani e indigenti nelle nostre città; operai della manutenzione, che lavorano in mezzo alle strade oppure all'interno di edifici scolastici, spesso al di fuori delle norme di sicurezza; eccetera. Avrebbero potuto evitare di abusare - fin dal titolo - dell'infame definizione di "assenteismo" (sostantivo maschile: ripetuta assenza dal lavoro per più giorni, per lo più attestata da certificazione medica, ma in realtà dovuta a motivi personali o a scarso senso del dovere), quando invece i dati comprendono le ferie, diritto irrinunciabile costituzionalmente sancito, oppure comprendono l'assenza per aspettativa non retribuita (quindi a carico dello stesso dipendente). Avrebbero potuto evitare di riportare dati evidentemente incongruenti, come quelli di alcuni piccoli Comuni con medie di 14 o 18 giorni di assenza. Intanto, trattandosi di media significa che qualche dipendente di quegli Enti ha fatto ancora meno di quei giorni di assenza; inoltre che significa, che in quei Comuni non viene usufruito nemmeno delle ferie obbligatorie? E' evidente che quei dati - e forse anche lo stesso Rapporto Ermes - sono inattendibili. Qualcun altro infine avrebbe potuto notare che, sempre a causa del blocco delle assunzioni, dallo stesso Conto annuale 2015 della Ragioneria dello Stato si rileva che l'età media dei dipendenti pubblici è di oltre 50 anni, con inevitabile aumento delle assenze per malattia e di necessità di assistenza a familiari anziani e non autosufficienti. Si sarà trattato di superficialità, cattiva informazione, oppure volontaria denigrazione in vista della stagione per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego?

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