Domenica, 13 Giugno 2021
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Il Comune di Monte San Savino: "Gravi falle nel nuovo metodo di calcolo del servizio raccolta rifiuti"

L'amministrazione: "Le criticità rischiano di danneggiare le scelte e il percorso intrapreso non solamente dal nostro Comune, ma da tutta l’area vasta dell’Ato Toscana sud"

"Nell’ultimo Consiglio Comunale l’Amministrazione ha preso atto del nuovo Pef (piano economico finanziario) per il servizio di raccolta rifiuti relativo all’anno 2021. La nuova metodologia di calcolo per il servizio rifiuti (che è adottata per gran parte dei servizi pubblici, cosiddetto metodo Arera) mostra però delle gravi criticità che rischiano di danneggiare le scelte e il percorso intrapreso non solamente dal nostro Comune, ma da tutta l’area vasta dell’Ato Toscana sud". Attacca così una nota molto critica del Comune di Monte San Savino sul tema dei rifiuti.  La nuova metodologia mostra infatti 3 problematiche principali secondo l'amministrazione: "La prima è che il Consiglio Comunale può solamente prendere atto del Pef così elaborato da Arera senza la possibilità di influire sullo stesso; la secondaè che il metodo è in contrasto con il contratto di servizio perché riconosce a Sei Toscana il diritto di richiedere i costi di servizio totali anche qualora il contratto avesse previsto cifre inferiori e anche se tali aumenti fossero conseguenza di inefficienze del gestore. Terzo problema, ben più grave, che tale metodo viene applicato in maniera retroattiva a partire dal 2018. Questo diventa inaccettabile poiché nel 2018 e nel 2019 Ato e Sei non disponevano di un metodo di rendicontazione online e quindi non c’è modo di eseguire una rendicontazione puntuale e redigere un consuntivo verosimile. Inoltre in questo metodo di calcolo si omettono i rimborsi e le decurtazioni che erano state applicate a fronte del disservizio di Sei avvenuto nell’estate del 2018, a seguito di una chiara scelta aziendale per la quale era stati lasciati a casa gli operatori interinali, che oltretutto dopo 3 anni di servizio dovevano essere già stabilizzati. A questo aggiungiamo che non si tiene conto della riduzione importante del servizio avvenuta quest’anno a causa del Covid-19. Ricordiamo ad esempio che fiere ed eventi sono stati azzerati e quindi i servizi di raccolta e spazzamento che seguono questi eventi non sono stati svolti; i mercati sono stati interrotti per un lungo periodo e gli spazzamenti dovrebbero essere coperti dal decreto Salva Italia perché tramutati in sanificazioni". 

La lamentela di Monte San Savino arriva dopo quelle già palesate di altre amministrazioni, come Castiglion Fiorentino e Capolona.

"Il nuovo metodo di calcolo ha suscitato molte perplessità nelle ultime assemblee di Ato e molti Comuni - specialmente quelli che hanno attivato servizi di raccolta differenziata più spinta - hanno ritenuto opportuno astenersi dato l’ingiustificato aggravio dei costi per i cittadini. La mancata approvazione del PEF in Consiglio Comunale implicherebbe un’interruzione del servizio, cosa non certo auspicabile in un periodo cosi delicato nel quale è anzi doveroso ringraziare quegli operatori che, malgrado il Covid, hanno portato avanti il loro lavoro fra mille criticità legate alla pandemia.Questo però non significa che la nostra Amministrazione possa supinamente accettare una simile situazione. Per questo saremo agguerriti e critici in Ato perché si modifichi la metodologia di calcolo, garantendo un servizio di qualità, costi equi e premiando cittadini come quelli di Monte San Savino che si sono impegnati permettendo di raggiungere importanti traguardi nella raccolta differenziata", conclude la nota.

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