Commissione banche, martedì c'è Nicastro. Il ruolo di Banca d'Italia e le reazioni

Prosegue la ridda di reazioni all'audizione del procuratore di Arezzo Roberto Rossi presso la commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche. Al centro del dibattito politico il ruolo degli organi di vigilanza ed in particolare di Banca...

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Prosegue la ridda di reazioni all'audizione del procuratore di Arezzo Roberto Rossi presso la commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche. Al centro del dibattito politico il ruolo degli organi di vigilanza ed in particolare di Banca d'Italia nella paventata, ma a quanto ben nota e richiesta, acquisizione da parte della Banca Popolare di Vicenza.

Alcune contraddizioni sono evidenti dal documento pubblicato da Repubblica datato 19 giugno 2014. Si tratta i un verbale di incontro tra esponenti delle due banche e il delegato di Banca d'Italia. Da una parte l'allora presidente Lorenzo Rosi, con i vice Pier Luigi Boschi e Alfredo Berni, dall'altro il presidente della popolare di Vicenza Giovanni Zonin con Sorato.

E' evidente che Banca d'Italia era a conoscenza delle trattative tra le due banche, era stata proprio lei a sollecitare ufficialmente l'unione con un istituto bancario di elevato standing dopo che con 8 ispezioni aveva rilevato la presenza di crediti deteriorati per 293 milioni di euro.

"Ci è sembrato un poco strano che la Banca d’Italia avesse inoltrato a Banca Etruria un invito di integrazione con la Banca Popolare di Vicenza che era in condizioni simili" ha dichiarato in commissione proprio il procuratore Rossi.

Dura la posizione espressa dalla portavoce del Comitato Vittime del Salva Banche Letizia Giorgianni:
Allora facciamo chiarezza: il procuratore Rossi era un consulente del Governo Renzi, quindi pagato dal governo, e Rossi conferma quella che è stata negli ultimi mesi la linea difensiva del Pd. Non ci meravigliamo. Ciò non scagiona affatto Bankitalia, ma questo scaricabarile inizia a venirci parecchio a noia e ci fa anche innervosire, perché non risolve affatto le condizioni ne dei risparmiatori azzerati e neppure di quelli che presto perderanno i loro investimenti. Renzi non ha mai accettato di incontrarci quando cercavamo di segnalare le anomalie dietro il nostro azzeramento. La voglia di occuparsi del tema è venuta dopo la botta del referendum e con l'approssimarsi dei riposizionamenti politici in prossimità delle elezioni. Appare dunque evidente che la Commissione d'inchiesta serva ad individuare rapidamente una controparte sulla quale poter scaricare interamente la responsabilità di quanto accaduto, con speciale riferimento a Banca Etruria, non mi spiego altrimenti l'ordine, oltre che cronologico anche logico delle audizioni: le prime audizioni sono state riservate ai "controllori" e non, come buonsenso vorrebbe, a circoscrivere dapprima le responsabilità delle Banche. Valutare il comportamento dei "controllori" senza accertare i fatti è servito soltanto a far emergere le incomprensioni (che pur ci sono) tra enti controllanti.



La prossima audizione della commissione è fissata per martedì prossimo 5 dicembre alle 10:30. Sarà la volta di Roberto Nicastro che è stato presidente delle quattro good bank create dalla risoluzione.


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