Comitato sagre, il regolamento della discordia: "Favorita categoria, ma noi gli utili li investivamo nel sociale"

E' una lunga e appassionata nota quella che il presidente del Comitato Sagre e feste paesane scrive in seguito a settimane di dibattito sul nuovo regolamento e in seguito, naturalmente, alla contrapposizione che si è avuta tra mondo delle sagre e...

AR/ SESTINO SAGRA DELLA BISTECCA

E' una lunga e appassionata nota quella che il presidente del Comitato Sagre e feste paesane scrive in seguito a settimane di dibattito sul nuovo regolamento e in seguito, naturalmente, alla contrapposizione che si è avuta tra mondo delle sagre e associazioni di categoria. In mezzo il Comune, al quale si chiedono risposte, e al quale si chiede anche come sopperire alle mancate entrate delle associazioni: quegli utili che venivano reinvestiti sul sociale e sulle strutture date in gestione, da dove arriveranno?

Abbiamo atteso che le acque si calmassero prima di testimoniare il nostro impegno e le nostre perdite.

Nelle ultime settimane abbiamo incontrato molte realtà locali, anche grossisti e aziende di distribuzione alimentari, che si sono detti preoccupati dalle totale noncuranza con la quale l'amministrazione ha svolto il ruolo di revisore di una componente sociale come le nostre realtà senza tenere nessuna attenzione alla reale situazione, senza alcun criterio ragionevole che non ci porti a dubitare del fatto che vi sia uno schema chiaro mirato a perpetuare questo stillicidio.

Saremo valutati da una commissione in cui la componente delle associazioni di categoria dei commercianti è doppia rispetto alla nostra (2 a 1), con un regolamento nato male, modificato peggio e con talmente tante lacune e articoli scritti volutamente fumosi da poter essere interpretati a piacimento di chi non vuole lasciarci sopravvivere.

Col nuovo regolamento abbiamo perso il 30% dei giorni sagra, siamo stati additati con i peggiori appellativi e grazie ad alcuni consiglieri di maggioranza, col beneplacito dell'intera amministrazione, siamo diventati un capro espiatorio a tutti gli effetti.

Eppure siamo qui, presenteremo le domande con tutte le restrizioni imposteci, gran parte delle quali ridicole.

Ci domandiamo come il comune intende sopperire ai mancati introiti che abbiamo sempre reinvestito nel sociale, come si sostituirà alle nostre funzioni sociali che sono state volutamente massacrate. Ci chiediamo come l'amministrazione andrà ad intervenire economicamente laddove, con la nostra solidarietà, non riusciremo più ad operare.

Sarà l'assessorato al sociale a sopperire alle decine di migliaia di euro che mancheranno alle associazioni con cui da sempre collaboriamo?

Sarà l'assessorato alla manutenzione a sostituirsi a noi quando non avremo più fondi per la sistemazione e la cura degli stabili e delle aree comunali a noi affidate?

E ancora, ci preoccupa la costituzione di una commissione di controllo dei nostri requisiti che di fatto esclude da ogni responsabilità gli attuali amministratori creatori di questo Regolamento, che solleva da ogni potere esecutivo l'Ufficio Commercio e i suoi dipendenti relegandoli al solo ruolo di smistamento pratiche e che di fatto metterà le associazioni dei commercianti nella posizione di disquisire dei nostri temi sociali senza conoscenza alcuna della realtà locale.

Si è voluto creare uno stato di polizia a tutti gli effetti. A favore di chi, con quali diritti e perché?

Questa giunta nella sua interezza, si è posta di proposito in una posizione in cui senza assumere decisione alcuna, lascia che siano altri gli esecutori materiali di una condanna tanto certa quanto tenuta nascosta.

Abbiamo eletto un governo locale per prendere decisioni o lasciamo decidere ad un'associazione di categoria che non vedeva l'ora di farci del male?

Il Sindaco Ghinelli non è sindaco anche di 16 realtà periferiche?

Ci si è limitati a mettere mano solo alla nostra situazione, escludendo di fatto da ogni regolamentazione gli altri eventi, in primis i Quartieri, i loro circoli e i loro eventi, proprio nell'anno della terza Giostra. Perché così tanta reverenza per gli altri e così tanto accanimento verso di noi?

Noi, nel nostro piccolo, siamo stati negli ultimi 30 anni il collante di una periferia spesso dimenticata a se stessa e che adesso si appresta a ricevere un colpo di grazia mortale. Tra silenzi e frasi in politichese che non portano a nulla. Non senza combattere e rimanendo uniti, nello spirito che da sempre ci contraddistingue e ci permette di fare del bene. Nonostante tutto, nonostante tutti.

Comitato Sagre e Feste Paesane Aretine

Flavio Sisi

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