Comitato Acqua Pubblica su Nuove Acque: "Inaccettabile che utili basati su futuri conguagli finiscano nei dividendi"

Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo torna all'attacco con un documento con il quale intende dimostrare, conti alla mano, gli utili che Nuove Acque fa nella gestione annuale del servizio idrico integrato e contestare allo stesso tempo la loro...

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Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo torna all'attacco con un documento con il quale intende dimostrare, conti alla mano, gli utili che Nuove Acque fa nella gestione annuale del servizio idrico integrato e contestare allo stesso tempo la loro ripartizione. Un calcolo tecnicamente complicato che fa riferimento a leggi di settore che cerchiamo di spiegarvi passo passo, grazie al contributo fornito dal Comitato Acqua Pubblica che fa le pulci al bilancio di Nuove Acque.

Innanzitutto la tabella sottostante mette in evidenza per gli ultimi 4 anni (2012, 2013, 2014, e 2015) l'utile netto dichiarato nel bilancio di Nuove Acque, nella seconda colonna gli importi dei crediti per il vincolo riconosciuto ai ricavi (VRG), poi la quota parte degli utili destinata al fondo nuovi investimenti (FONI) ed infine l'importo destinato ai dividendi per i soci di Nuove Acque.

In calce anche il riferimento di legge, la delibera dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico (AEEG) che prescrive come sia obbligo per il gestore del sistema idrico di destinare esclusivamente alla realizzazione di nuovi investimenti, individuati come prioritari nel territorio servito, o al finanziamento di agevolazioni tariffarie a carattere sociale una quota del vincolo riconosciuto ai ricavi (VRG) destinata al Fondo Nuovi Investimento (FONI).

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Poi arrivano le osservazioni fornite dal Comitato Acqua Pubblica, sugli aumenti tariffari prodotti dagli svincoli delle quote del Fondo nuovi investimenti, e dai crediti per conguagli, poi la somma importante di indebitamento verso el banche per il project financing e che dovrebbe rientrare entro il 2021. Il tutto conduce alla domanda che il Comitato pone al punto numero 9: Se l'utile netto medio annuo è di circa 4 milioni di euro e gli anni da qui al 2021 sono 6 , anche prevedendo di accantonare tutto l'utile (24 Milioni), con quali ulteriori ricavi si pensa di reperire i 30 milioni mancanti per far fronte all'impegno preso di ripianare il debito con le banche se già oggi agli utenti vengono praticate tariffe tra le più alte d’Italia e in procinto di crescere per effetto dei conguagli da VRG ? Ma andiamo con ordine, secondo le riflessioni inviate dal Comitato e che riportiamo di seguito: 1) La riserva del Fondo Nuovi Investimenti di Nuove Acque Spa risulta essere costituita soltanto da 1.776.000 euro del 2015, poiché del bilancio 2014 non era stato accantonato niente , in difformità delle disposizioni di cui all’art.22 dell’Allegato A della Delibera AEEG n.585/2012 *(vedi riquadro sopra);

2) Le riserve FoNI del 2012 e 2013 sono state già “liberate” e/o “svincolate”. Quella del 2013 ( 2.743.000) è stata spostata a riserva straordinaria, destinata a copertura delle perdite.

3) Sulle quote FoNI è lecito avanzare dubbi sull'opportunità degli “svincoli” in quanto il Gestore realizza alcuni investimenti con contributi a fondo perduto provenienti dalla Regione o dallo Stato; ciò, con l'attuale sistema tariffario , determina un incremento delle tariffe a carico degli utenti; tale incremento viene ritenuto un normale ricavo d'esercizio e quindi concorre a determinare l'utile di esercizio per il gestore; grazie ad un banale escamotage la suddetta parte dell'utile di esercizio può essere svincolata e quindi distribuita ai soci senza che venga effettivamente destinata a quanto previsto dal sistema tariffario. Quindi può accadere che: lo Stato finanzia alcuni investimenti ; gli utenti con le tariffe vanno a ricostituire una risorsa finanziaria esattamente pari al contributo pubblico, mano a mano che l'investimento si ammortizza; il gestore si intasca direttamente questa risorsa finanziaria come dividendo di utili d'esercizio. Esempio: lo Stato finanzia per 1 milione di Euro la realizzazione di un depuratore. L'ammortamento annuo -poniamo di 100 mila euro- del depuratore determina un incremento tariffario di pari importo a carico degli utenti; tali 100 mila euro annui, per 10 anni, sono ricavi del gestore e come tali contribuiscono alla determinazione dell'utile d'esercizio e ai dividendi distribuiti ai soci. Il saldo della vicenda è che il suddetto depuratore è stato finanziato con soldi pubblici e ripagato nuovamente dagli utenti in 10 anni con le tariffe mentre il gestore realizza l'opera con soldi pubblici e si intasca direttamente i soldi pagati dagli utenti.

4) Finora nessuna quota della riserva FoNI è mai stata destinata al finanziamento di agevolazioni tariffarie a carattere sociale, come peraltro sarebbe consentito fare , stando a quanto dispone la delibera AEEG 585/2012.

5) I crediti per conguagli VRG che Nuove Acque pretenderà di incassare dagli utenti negli anni a venire ammontano già ora a 8.126.000 euro e produrranno esorbitanti aumenti tariffari , anche per il combinato disposto dovuto all'azione dei suddetti conguagli cui si aggiungerà l'aggravio per gli effetti che prodotti dall'inserimento nel VRG 2016-2024 di altre componenti , già rivendicate dalla società di gestione.

6) L’indebitamento verso banche per il Project-Financing ammonta a 53.790.000 di euro , sui quali viene pagato un interesse annuo del 5% (2,6 milioni di euro nel solo 2015)

7) La riserva straordinaria (utili non distribuiti) dichiarata a bilancio, ammonta a 15.660.000 Euro, ma le disponibilità liquide postate nell'attivo circolante assommano a 9.458.000 ;

8) In base al piano di rientro del project i 53,8 milioni di debito dovrebbero essere rimborsati entro il 2021 , con ratei crescenti da 5 a 7 a 9 milioni ,nel 2016-17-18 , che saliranno a 9-10 milioni negli anni successivi .

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9) Se l'utile netto medio annuo è di circa 4 milioni di euro e gli anni da qui al 2021 sono 6 , anche prevedendo di accantonare tutto l'utile (24 Milioni), con quali ulteriori ricavi si pensa di reperire i 30 milioni mancanti per far fronte all'impegno preso di ripianare il debito con le banche se già oggi agli utenti vengono praticate tariffe tra le più alte d’Italia e in procinto di crescere per effetto dei conguagli da VRG ?

10) In tale contesto è inaccettabile che anche solo una parte degli utili (che per metà sono basati proprio sul VRG, ovvero su conguagli che verranno richiesti in futuro agli utenti) finiscano a dividendi.

p.s. Oltre ai dividendi - chiosano infine dal Comitato - Nuove Acque continua ad elargire circa 800.000 euro l’anno ai due soci privati “industriali” (Suez e ACEA) per inutili consulenze e questo è sicuramente un costo da eliminare

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