Martedì, 21 Settembre 2021
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Comitato acqua pubblica: "Sindaco Ghinelli, il Comune rinunci al dividendo di Nuove Acque"

Lettera aperta di Gianfranco Morini, presidente del comitato Acqua Pubblica di Arezzo, al sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. Caro Sindaco, circola voce che a giorni si dovrebbe tenere l'Assemblea dei Soci di Nuove Acque per l'approvazione...

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Lettera aperta di Gianfranco Morini, presidente del comitato Acqua Pubblica di Arezzo, al sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli.

Caro Sindaco,

circola voce che a giorni si dovrebbe tenere l'Assemblea dei Soci di Nuove Acque per l'approvazione del bilancio 2016.

Pare che in quella sede dagli amministratori verrà avanzata la proposta di destinare a dividendi una parte dell'utile di esercizio conseguito nel 2016 il cui importo sarà anche superiore a quello dei dividendi decisi l'anno passato.

A differenza degli oneri di concessione i Comuni, per il proprio bilancio, non dovrebbero contare su tali proventi ed è riprovevole che, sul punto, già l'anno scorso i Sindaci non si siano dichiarati contrari .

A prescindere dal fatto che è già di per sè discutibile che con la gestione dell'ACQUA vengano realizzati ogni anno utili sempre crescenti, ciò che non è accettabile è che parte di questi utili vengano poi spartiti tra soci e non destinati a riserva straordinaria da utilizzare per far fronte al pagamento dei ratei del Project Financing che, come è noto, deve essere "rimborsato" entro il 2021.

La normativa di settore prevede che una parte dell'utile venga destinato al FONI (fondo per nuovi investimenti) e/o alle agevolazioni tariffarie.

Comunque ciò che non viene destinato a tali scopi, deve essere ragionevolmente accantonato per "rimettere" il debito con le banche che oggi ammonta a circa 45 milioni e va estinto entro il 2021, la qual cosa presenta di per sè enormi difficoltà anche se, da ora in avanti, volessimo destinare a riserva straordinaria l'intero utile di ogni esercizio.

Peraltro la società continua imperterrita ad elargire circa 800.000 euro l'anno ai "soci privati industriali" per inutili consulenze che, alla fine della fiera, avranno fruttato loro 25 Milioni in 25 anni.

Quindi qualunque decisione che comporti anche una parziale spartizione dell'utile conseguito nel 2016 non è certamente da avallare .

Differentemente da Nuove Acque, Publiacqua e Acque SpA, negli ultimi tre anni gli altri gestori della Toscana non hanno destinano gli utili, o parte di essi, a dividendi.

E' quantomai opportuno, quindi, dire No alla spartizione degli utili generati con la gestione monopolistica di un servizio pubblico essenziale e dire invece Sì al loro impiego per investimenti su reti e impianti acquedottistici e/o alla remissione dei debiti esistenti.

Grazie per l'attenzione.

Gianfranco Morini - Comitato per l'Acqua Pubblica di Arezzo

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