Martedì, 18 Maggio 2021
Attualità

Comitato Acqua Pubblica, Acli Arezzo e Arci Arezzo intervengono sulle tariffe idriche

Tra le proposte anche quella di introdurre la "tariffa di quarantena" visto il perdurare dell'emergenza

Nota congiunta di Comitato Acqua Pubblica, Acli Arezzo e Arci Arezzo sui costi dell'acqua.

Il perdurare dell’emergenza - si legge - igienico-sanitaria e l’aggravarsi di una crisi economica senza precedenti impongono decisioni ancora più importanti a sostegno dei nuclei familiari. Tra queste, le scelte che attengono al ruolo di indirizzo e al potere di intervento dei Sindaci sia nelle società di gestione del servizio idrico, quali soci di maggioranza delle stesse, che nell’Ente di Governo di Ambito (A.I.T.). Recenti stime sui consumi idrici evidenziano che nei mesi di emergenza pandemica i consumi domestici di acqua sono aumentati mediamente del 50%, considerata l’obbligata e prolungata permanenza in casa con evidenti ragioni di maggior consumo per motivi igienico-sanitari.

Si rende necessario che anche le massime Autorità cittadine intervengano sull’Ente di Governo d’Ambito toscano (A.I.T.) e prima ancora sull’Autorità nazionale competente (A.R.E.R.A) perché vengano adottati specifici provvedimenti atti ad escludere che, nelle tariffe dell’anno prossimo o di quello successivo, i gestori possano computare importi per conguagli, attribuibili ai minori volumi fatturati nel corso del 2020, causa i mancati consumi da parte delle imprese, tutte ferme per alcuni mesi all’inizio della quarantena e operanti a singhiozzo nell’autunno-inverno. In effetti è molto probabile che ciò abbia determinato significativi scostamenti tra i ricavi predeterminati e quelli effettivamente riscossi attraverso le bollette a causa dei minori volumi fatturati dai gestori. Come noto, l’iniquo sistema tariffario introdotto da ARERA (all’epoca AEEG) nel 2012 - dopo che il Governo Monti l’ebbe investita di potere normativo in materia di tariffe dell’acqua per inficiare l’esito dei Referendum sull’acqua del 2011 - è fondato su una fissazione predeterminata dei ricavi garantiti al singolo gestore, il vincolo dei ricavi garantiti. Il Vrg assicura di poter ricavare ogni anno quanto ricavato l’anno prima, aggiungendo un tot di inflazione programmata; e consente quindi di recuperare l’eventuale differenza a mezzo di successivi conguagli in bolletta. Tale meccanismo è palesemente iniquo e volto esclusivamente a garantire il conseguimento di sostanziosi profitti alle aziende idriche (6,5 Milioni di euro l’utile netto annuo di Nuove Acque SpA), e contrario agli interessi degli utenti che, per assurdo, se anche riducessero significativamente il proprio consumo quotidiano di
acqua non risparmierebbero alcunché in bolletta in quanto si troverebbero poi a dover pagare a più caro prezzo
i minori metri cubi consumati. L’applicazione di un simile meccanismo è profondamente iniquo e vessatorio in tempi “normali” ed è assolutamente inaccettabile in tempi di crisi, quali gli attuali. Quindi, nessun conguaglio futuro deve essere consentito ai Gestori di poter computare a carico degli utenti per i minori volumi fatturati in tempi di pandemia. Si rende necessario che la società di gestione riduca il proprio margine di utile annuo e, se del caso, attinga alle riserve straordinarie finora accantonate visto che, con gli utili conseguiti nel corso dei 22 anni di gestione altamente profittevole della nostra acqua, ha potuto accumulare oltre 26 Milioni di euro di riserve straordinarie. Per questi motivi si chiede che i Sindaci dei Comuni compresi nel territorio aretino si attivino in ogni sede di loro competenza al fine di ottenere che:

  • non vengano applicati agli utenti del servizio idrico integrato oneri o interessi passivi sui posticipi di pagamento delle bollette in scadenza durante tutto il periodo dell’emergenza Covid;
  • sia introdotta la tariffa di quarantena, ossia l'applicazione della tariffa agevolata per tutti i consumi delle utenze domestiche, fino al termine della crisi; evitando che le famiglie si trovino a dover pagare bollette più elevate a causa della forzata permanenza a casa;
  • venga escluso che gli eventuali minori volumi fatturati dai gestori in periodo di pandemia da coronavirus;
  • vengano recuperati con futuri conguagli gravanti sulle bollette degli utenti; venga sospeso il pagamento delle bollette per gli utenti che abbiano perso reddito da lavoro, con un ampliamento dei criteri già previsti dalla disciplina del Bonus idrico.
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