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Alluvione. Codacons presenta un esposto contro la Regione: "Cosa ha fatto per la messa in sicurezza?"

Secondo il coordinamento, nel 2019 sono stati stanziati 28,3 milioni di euro per 25 interventi urgenti contro il dissesto idrogeologico. L'appello: "Magistratura verifichi se i soldi sono stati spesi"

Ci sono sia la cassa di espansione sul Borro di Val di Lago a Levanella che le opere di mitigazione del rischio idraulico sul Borro di Rantigioni a Faella, tra gli interventi che Codacons cita come “aventi carattere di urgenza e indifferibilità” che la Regione Toscana avrebbe dovuto eseguire per preservare il territorio dal rischio idrogeologico.

E' proprio il coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori ha presentare una denuncia penale alla Procura della Repubblica di Firenze contro la Regione Toscana, chiamando in causa il “Piano nazionale 2019 per la mitigazione del rischio idrogeologico”.

"Il piano in questione, noto anche come Piano ProteggItalia - spiegano dal Codacons - è stato adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2019, e approvato sia dal Cipe con la Delibera n. 35 del 24 luglio 2019, sia dalla Corte dei Conti lo scorso settembre – spiega il Codacons – Il provvedimento individua un elenco di progetti e interventi infrastrutturali immediatamente eseguibili in tutta Italia sul fronte della messa in sicurezza del territorio, “aventi carattere di urgenza e indifferibilità”, e per quanto riguarda la Toscana mette da subito a disposizione della Regione 28,3 milioni di euro per finanziare 25 interventi urgenti volti a contrastare frane e alluvioni".

Nello specifico le opere individuate in Toscana come prioritarie e urgenti nell’ambito del Piano per la mitigazione del rischio idrogeologico sono le seguenti (nella colonna a destra l’importo dei finanziamenti per ogni intervento):

piano-interventi3-2
piano-interventi2-2
piano-interventi1-2

“Vogliamo sapere se la Regione ha speso tali soldi messi a disposizione dallo Stato e come sono stati utilizzati i fondi – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – Gli stanziamenti erogati sono infatti immediatamente utilizzabili dalle amministrazioni, e dovevano essere usati proprio per mettere in sicurezza le aree a rischio ed evitare la devastazione del territorio registrata negli ultimi giorni in Italia”.

Così il coordinamento ha presentato oggi un esposto con il quale viene chiesto di aprire un'indagine sull’amministrazione regionale per verificare l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dal “Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico” e, in caso di mancata attuazione degli interventi programmati dal piano, procedere nei confronti dei vertici regionali per le possibili fattispecie di concorso in disastro ambientale e omissione di atti d’ufficio.

"Non solo - concludono - Se la Regione non si è attivata per realizzare gli interventi individuati come urgenti nel Piano, dovrà essere negato lo “stato di emergenza” e tutti i fondi connessi, mentre i cittadini delle zone coinvolte da frane e alluvioni potranno avanzare richiesta di risarcimento contro l’amministrazione regionale".

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