Città del Natale, musei affollati e richieste per aprire il duomo all'ora di pranzo

Quello che si è concluso ieri è stato il quarto fine settimana consecutivo di sold out per Arezzo. Week end che hanno cambiato il volto della città e che probabilmente resteranno impressi nella memoria di tanti. Ma la festa non è finita qui: adesso la scommessa è quella di arrivare con i soliti numeri al 6 gennaio.

La prossima sfida della Città del Natale si misurerà sul lungo raggio. Quello che si è concluso ieri è stato il quarto fine settimana consecutivo di sold out per Arezzo. Week end che hanno cambiato il volto della città e che probabilmente resteranno impressi nella memoria di tanti. Ma la festa non è finita qui: adesso la scommessa è quella di arrivare con i soliti numeri al 6 gennaio. E le premesse sembrano essere buone. 

La Fondazione InTour sta monitorando la situazione costantemente: "Stando a quanto rilevato - spiega il presidente Comanducci - anche per il prossimo fine settimana, forse il più delicato, le prenotazioni nelle strutture ricettive sono tante. I segnali sono positivi e anche i feedback". 

I turisti intervistati hanno tutti riportato ottime impressioni su Arezzo. E pare che molti abbiano intenzione di tornare in altri periodi. A sopredere gli oranizzatori non è stato solo il numero, decisamente massiccio, di visitatori presenti nel centro storico, ma anche quello di chi ha colto l'occasione per scoprire Arezzo.


"Perché anche i musei - dice Comanducci - hanno fatto il tutto esaurito. Il sottosagrato della Basilica di San Francesco è stato preso d'assalto. Addirittura abbiamo ricevuto lamentele perché all'ora di pranzo il duomo era chiuso e c'erano turisti che avrebbero voluto visitarlo. Insomma la Città del Natale sta centrando anche il suo secondo obiettivo: quello di far conoscere Arezzo". 

Ma quanto è stata apprezzata Arezzo dai visitatori? Il monitor della Fondazione InTour sta prendendo in esame anche tutte le condivisioni sui social che chi ha visitato la città sta facendo. Perché nessuno si è negato un selfie e poi una volta scattata la foto via alle condivisioni. 

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"E questo è un modo estremamente efficace di veicolare l'immagine di una città. Arezzo si è dimostrata accogliente e la risposta dei turisti è stata più che positiva. E' un segnale che finalmente la città sta cambiando mentalità. 

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