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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Chirurgia della mammella, Tanti: "Con la convenzione la Asl metterebbe in atto discount della sanità"

La vicesindaca ha inviato una lettera di richiesta chiarimenti all'azienda sanitaria lo scorso 28 ottobre. Secondo il Calcit il servizio rischia la chiusura

"Ho avuto modo di comunicare, d’accordo con il sindaco, la totale contrarietà all’ipotesi di dare alla città di Arezzo un servizio parziale in staffetta con Siena per la chirurgia del seno". Così la vicesindaca Lucia Tanti interviene in seguito all'allarme lanciato nei giorni scorsi da Gianfranco Sassoli, presidente del Calcit.  Secondo Sassoli ci sarebbe "pericolo reale che nel tempo, ad Arezzo, la Chirurgia della mammella venga chiusa" in quanto "L'unita operativa della chirurgia della mammella dell'ospedale San Donato di Arezzo ha necessità di rafforzare la sua equipe ma l'orientamento della direzione sanitaria  prevede una convenzione che porterebbe ad Arezzo una figura professionale una volta alla settimana senza alcuna prospettiva di una definitiva stabilizzazione".

Nei giorni scorsi Tanti rivela di aver scritto una lettera all'azienda sanitaria ma di non aver rivevuto una risposta. Da qui la decisione di un intervento pubblico.  

"Ho aspettato un po’ di giorni sperando che la direzione generale rispondesse alla mia lettera di ormai quasi una settimana fa, proprio per evitare di mettere in piazza ancora dissidi in materia sanitaria, e rimango certa che la risposta che arriverà sarà quella che mi aspetto: fare “macchina indietro” evitando di appaltare un pezzo di servizio essenziale ad una non ben chiara convenzione con Siena".

Tanti si spinge oltre e parla di una "abitudine (della Asl ndr), su questioni centrali, di non coinvolgere l’amministrazione comunale, sperando quasi che l’informazione arrivi troppo tardi per poterla “trattare”. Resta invece sotto gli occhi di tutti che la cinghia di trasmissione di ciò che accade al San Donato è fortissima in relazione all’amministrazione, tale per cui laddove si profila una ipotesi di scelta poco chiara e comprensibile, il sindaco ed io ne siamo informati in genere a tempo zero". 

Infine la vice sindaca definisce la soluzione una "discount della sanitàm come se fossimo in una sorta di promozione “paghi uno prendi due”. L’esperienza mi dice che la direzione generale terrà conto delle decise contrarietà verso questa ipotesi e che a breve ci comunicherà alcune possibilità di soluzione che ci appariranno sostenibili e accettabili. Contrariamente, questa sarà l’ennesima situazione di franca e leale opposizione che la città di Arezzo, tutta, dovrà tenere nei confronti della Asl sud est, la qual cosa non ci fa fatica, ma certo ci dispiace un po’".

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