Botta e risposta tra Provincia e comune sulla palestra fantasma. Chiassai: "Nessun progetto ci è stato presentato"

La vicenda è stata portata alla luce dalla Provincia che accusa il comune di San Giovanni Valdarno di aver ricevuto i soldi stanziati - 540mila euro - senza far seguito alla costruzione dell'immobile. Il sindaco Valentina Vadi ha risposto sostenendo che tutto è fermo in attesa dell'ok alla progettazione da parte della Provincia

Non si placa il dibattito tra la Provincia di Arezzo e il Comune di San Giovanni Valdarno sulla palestra scolastica, definita "fantama" da Chiassai, che attende di essere costruita. La vicenda è stata portata alla luce dalla stessa Provincia che accusa il comune di aver preso i soldi stanziati - 540mila euro - senza far seguito alla costruzione dell'immobile. Il sindaco di San Giovanni, Valentina Vadi, con una lettera aperta, ha risposto sostenendo che tutto è fermo in attesa dell'ok alla progettazione da parte della Provincia. Oggi interviene nuovamente Chiassai, con una lunga nota. 

“Torno per l’ennesima volta a prendere atto, anche dall’unica lettera ricevuta dal sindaco di San Giovanni, che un progetto concreto sulla palestra non esiste e che, fatto ancora più grave, si continui pubblicamente a dichiarare un’esistenza che non c’è e su cui la Provincia dovrebbe esprimersi – afferma la Presidente Chiassai Martini -.  Stiamo richiedendo fin dall’8 maggio scorso, senza avere una riposta, la restituzione dell’importo di 540mila euro versati al Comune di San Giovanni che non è stato in grado, dopo ben quattordici anni e la stipula di tre convenzioni (2006; 2009 e 2015), di realizzare la palestra per la quale erano state destinate le risorse. La nostra richiesta invece è stata sempre molto chiara e consiste, come puntualmente comunicato, nella risoluzione degli accordi sottoscritti fino dal 2006 avendo preso atto della reiterata inadempienza nella realizzazione dell'opera. Avevo anche esplicitamente richiesto al sindaco di provvedere ad avviare le procedure di accredito dell’importo dovuto, in quanto per volontà dell’Amministrazione di San Giovanni, è venuto meno l'impegno sottoscritto negli anni di costruire nell'interesse comune una struttura per le scuole superiori".

Chiassai prosegue con la ricostruzione della vicenda, ricordando che la situazione è arrivata a questo punto "dopo aver dato un altro anno di tempo al Comune, rappresentato dall’ex vice Sindaco, che aveva richiesto un anno fa alla Provincia di interrompere il progetto della palestra che stavamo realizzando, per valutare la proposta del Comune e del Palagalli rispetto alla creazione di una Fondazione. L’accordo prevedeva l’impegno del Comune di presentare, entro la fine dell’anno 2019, un progetto con business plan, tempi di realizzazione dell’opera e progetto preliminare, per la palestra. Ad oggi ho ricevuto solo  una semplice letterina di intenti, senza alcuna programmazione reale e concreta".

"Mi preme anche precisare che gli interventi manutentivi per 15mila euro, stabiliti dalla convenzione del 2015, sono gli unici espressamente autorizzati dall’ente, mentre per quelli agli impianti sportivi comunali, citati sia dal Sindaco che dal suo Dirigente, non risulta sia mai pervenuta alla Provincia alcuna richiesta di autorizzazione con la relativa documentazione tecnico- finanziaria di ogni singolo lavoro effettuato. Chiedo nuovamente, e per l’ultima volta, la restituzione dell'importo di 540mila euro, vista la conferma della disponibilità delle risorse versate dal 2006 in avanzo di amministrazione, in modo che la Provincia possa finalmente costruire la palestra il cui nostro progetto è già in fase avanzata di realizzazione, mettendo finalmente la parola fine ad un ulteriore spreco di denaro pubblico dovendo contemporaneamente sostenere il pagamento di canoni di affitto verso altre strutture sportive per garantire l'attività didattica di educazione fisica delle nostre scuole Superiori.
Torno a dire che non è soltanto la comunità di San Giovanni che per 14 anni è stata privata di una palestra, ma tanti studenti del Valdarno e tutti i Comuni della Provincia di Arezzo che hanno sostenuto in questi anni oltre 700mila euro di affitti che avrebbero potuto essere destinati ad altri interventi di pubblica utilità”

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