"Riaprire i Centri diurni per disabili, la pandemia ha aumentato l'isolamento sociale"

Martedì 12 maggio 2020 alle ore 17 in diretta Facebook sul profilo dell’Associazione Autismo Arezzo è in programma un confronto per parlare della riapertura dei Centri diurni per disabili

Martedì 12 maggio 2020 alle ore 17 in diretta Facebook sul profilo dell’Associazione Autismo Arezzo è in programma un confronto per parlare della riapertura dei Centri diurni per disabili.

Ospiti: Giuliana Galli, direttore Dipartimento Salute Mentale Usl Toscana Sud Est, Paolo Peruzzi direttore della Cooperativa Koiné, Giampiero Lapini, direttore dell’Istituto Agazzi, Alessio D’Aniello, direttore della Cooperativa Progetto 5 e Noemi Pianigiani, neuropsichiatra dell’Istituto Medaglia Miracolosa.

“In questo caso, dichiara il presidente dell’Associazione Andrea Laurenzi,  abbiamo deciso di affrontare uno dei temi più delicati e sentiti per le tante famiglie con disabili: la riapertura dei Centri diurni. Nell’ultimo Dpcm del 26 aprile all'art.8 era già contenuta una citazione precisa che indicava tra il 18 maggio e non oltre il 1 giugno la riapertura dei Centri diurni per disabili, demandando alle Regioni l’attuazione di questa direttiva.

Nella settimana scorsa la Regione Toscana, con delibera 571/2020, ha definito un apposito protocollo operativo sulla gestione in sicurezza dell’intero percorso di riapertura, e stanziato un contributo economico da 3 milioni di euro. 

Partendo da questi atti la nostra Associazione ha deciso di chiamare attorno ad un tavolo virtuale l’Azienda Usl Toscana Sud Est ed i soggetti privati della provincia di Arezzo impegnati nella gestione dei centri.

Credo sinceramente che per uscire da questa situazione si debba progettare un futuro più solidale, professionale ed inclusivo. Il mondo della disabilità, tutto, è stato il grande escluso da tutti gli atti fino ad oggi fatti dallo Stato e dagli Enti Locali, salvo ora correre ai ripari, non avendo minimamente pensato a come si possa fare ciò, a quanto sia importante riprogettare i modelli educativi. 

Inutile negarlo: questa situazione di emergenza ha aumentato l'isolamento sociale soprattutto di chi è disabile o ha un familiare disabile.

La pandemia non ha fatto altro che accelerare un processo di consapevolezza dell’inadeguatezza delle politiche fino ad oggi attuate verso le persone più fragili e le loro famiglie.

Noi familiari vogliamo essere parte di questo progetto, non semplici fruitori passivi. 

Le professionalità ci sono, la voglia anche e le risorse si trovano.

L'Associazione Autismo Arezzo è nata proprio per questo, per rendere più forti le famiglie coinvolte nella disabilità dello spettro e per far si che questa forza diventi una spinta anche per le istituzioni e i tecnici a credere in un mondo migliore. 

Il confronto che abbiamo programmato per martedì 12 maggio a partire dalle ore 17 va proprio in quella direzione.

Ascoltare i professionisti, confrontarsi con loro senza imbarazzi consapevoli di avere la forza delle idee e degli affetti. 
Parleremo dei Centri Diurni e di come potranno e dovranno ripartire, ma questo è solo un tassello del nostro più grande progetto chiamato "E ora la vita".

E' scontato dirlo ma se siamo uniti, se stabiliamo le priorità e le fattibilità del progetto di vita dei nostri cari sono sicuro che la società che uscirà dalla pandemia sarà migliore.” 

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