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Centenario della Grande Guerra, l'istituto Nastro Azzurro: "Tricolore fuori dai balconi aretini il 4 novembre"

Le proposte dell'istituto Nastro Azzurro

Domenica 4 novembrel'Italia celebrerà il centenario dell’epilogo del primo conflitto mondiale che "vide coronato il sogno risorgimentale dell’unità del territorio nazionale, conquistata anche simbolicamente con l’ingresso del tricolore a Trento, Gorizia e Trieste".

La grande guerra, iniziata per l’Italia il 24 maggio 1915, costituì una durissima prova per ogni famiglia italiana e per ogni Regione della nostra penisola e portò anche nella nostra Provincia lutti e duri sacrifici. Oltre 64000 furono gli aretini richiamati alle armi, più di 6000 non fecero ritorno alle loro case, altri tornarono segnati dagli anni di guerra, altri fecero ritorno spesso feriti mutilati o malati. Nella nostra provincia mancò all’appello 1 maschio su 11.

L’Italia in quegli anni - riporta l'istituto Nastro Azzurro - soprattutto dopo la drammatica ritirata di Caporetto, seppe “resistere”, sostenendo i suoi fanti contadini, i quali si trovarono per 41 mesi nel fango delle trincee, nel gelo dei ghiacciai, sotto il fuoco dei cannoni nemici, sul Piave, sulle Dolomiti. Dagli altipiani al Monte Grappa, per la prima volta, si trovarono assieme giovani di ogni parte d’Italia che, con spirito di sacrificio e profondo senso del dovere, combatterono per una Patria comune. Dietro ai nomi di quei combattenti c’è una storia dimenticata e, ripercorrendo le gesta di questi uomini, figli, mariti, padri, non si impara solo a conoscere la vita dei soldati in guerra, ma anche la loro vita di persone. Non è racconto epico, ma umano. In ogni famiglia ci fu un caduto, un combattente che si trovò coinvolto in modo diretto con la grande guerra, unitamente alle donne che vollero e seppero farsi carico della vita quotidiana del Paese. Cento anni fa si compiva l'Unità italiana ove Stato e Nazione finalmente avevano gli stessi confini. Gli Italiani avevano raggiunto la consapevolezza di essere popolo, di aver acquisito il senso di appartenenza ad un’unica comunità nazionale, di avere in comune ideali, prospettive, futuro; avevano sconfitto il nemico comune ma anche la logica pervasiva delle divisioni, dei localismi, dei particolarismi, dell'egoismo per diventare un unico organismo e forte e compatto. Questo patrimonio accumulato attraverso il sacrifico, la dedizione, lo slancio ed il valore, di cui l'Istituto del Nastro Azzurro si sente non solo custode ma propugnatore nella società e nella opinione pubblica, è il sicuro terreno di un fertile e felice futuro per tutto il nostro popolo. Alle giovani generazioni, l'Istituto del Nastro Azzurro ricorda che questo patrimonio creato dai nostri Nonni e dai nostri Padri deve essere da loro vivificato e preservato per il bene di tutta la nostra collettività nazionale. Tutto questo, pensiamo che meriti di essere ricordato, e, a tal fine, chiediamo alla cittadinanza un gesto di omaggio ai luoghi della Memoria come Viali e Parchi della Rimembranza, Monumenti, Lapidi, Cappelle in ricordo dei Caduti della grande guerra. Invitiamo inoltre la cittadinanza ad esporre il Tricolore per il 4 Novembre, segno visibile della nostra Patria, della Sua unità, delle Istituzioni democratiche che la governano, del patrimonio di cultura e di ideali in cui crede la nostra Nazione.

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