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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Capodanno rebus nei ristoranti: "Per fortuna ci sono i turisti". E c'è chi chiude per contagi

Il presidente dei ristoratori di Arezzo della Confcommercio Federico Vestri fa il punto della situazione a poche ore dal veglione di San Silvestro: "La gente prenota e poi disdice perché magari è finita in quarantena. Alcuni di noi si sono organizzati con l'asporto"

E' un rebus la cena di fine anno per i ristoranti aretini. I gestori stanno facendo l'impossibile per salvare il salvabile: menù alla carta invece che fisso per evitare sprechi, asporto per garantire un servizio a chi decide di restare in casa (o è costretto a farlo). "Questa pandemia ci ha reso versatili, ci adattiamo alle situazioni", dice il presidente dei ristoratori di Arezzo della Confcommercio Federico Vestri. Ma di certo la situazione non è facile: "La gente prenota e poi disdice in continuazione. Non per paura, ma perché nel frattempo è finita in quarantena. La situazione è molto diversa rispetto a un anno fa: è vero, ci sono molti contagi, ma non c'è più il clima di terrore di un tempo. Il problema principale è rappresentato dall'impossibilità di fare troppi calcoli: noi confidiamo sul fatto che oggi sono arrivati già diversi turisti in città, soprattutto dal Nord Italia. Nel weekend c'è la Fiera Antiquaria oltre alla Città del Natale, magari i visitatori da fuori città compenseranno le disdette degli aretini", aggiunge Vestri.

I ristoranti chiusi per contagio

Per quanto riguarda i ristoranti, ce ne sono alcuni chiusi. E che magari lo resteranno anche per Capodanno. "Ma più che per mancanza di clienti, la colpa è dei contagi che si sono abbattuti sul personale. Ci sono strutture a gestione familiare che possono incappare in una serie di isolamenti fiduciari". Ovvero: un contagio e scatta la quarantena per tutti, così bisogna serrare il locale. "Al momento ci sono quattro ristoranti importanti di Arezzo che sono chiusi per questo motivo", spiega ancora il presidente dei ristoratori.

Asporto e menù alla carta

Infine il punto sui cenoni: "Le disdette ci sono state soprattutto nei giorni scorsi, per Natale. Per Capodanno registriamo un 30% di prenotazioni perse, ma speriamo di compensarle con l'arrivo dei turisti. Sarà una cena come quella di un normale sabato sera, con menù alla carta, senza abbondanti menù fissi: non è possibile comprare eccessiva materia prima, che rischia poi di andare a male. E poi c'è l'asporto: c'è chi ci punta molto, rispetto alla scorsa settimana c'è una crescita del 30% nelle richieste. E noi ci adeguiamo". 

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