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Cemento armato sugli scavi, gli scempi degli anni Sessanta sul Colle del Pionta

C'è un muro a Colle del Pionta che racconta una storia di quelle che lasciano l'amaro in bocca. Un muro del quale si sarebbe potuto fare a meno e che invece è stato tirato su, in cemento armato, proprio sopra agli scavi che hanno riportato alla...

muro cemento armato

C'è un muro a Colle del Pionta che racconta una storia di quelle che lasciano l'amaro in bocca. Un muro del quale si sarebbe potuto fare a meno e che invece è stato tirato su, in cemento armato, proprio sopra agli scavi che hanno riportato alla luce la basilica di Santo Stefano. Si tratta di una gettata che sostiene un piccolo tratto di strada sotto al quale si cela quanto rimasto della facciata della chiesa risalente al VIII secolo. Sopra al cemento, sui bordi, come a voler nascondere lo scempio, è stata realizzata una copertura in pietra.

pionta_live4"La costruzione risale agli anni Sessanta - spiega il professor Mauro Mariottini - quando ad Arezzo, ma in realtà in tutta Italia, si iniziò a costruire senza criteri". E così per creare un passaggio tra il cuore del parco e quella che adesso è una rsa fu realizzata una stradina, con tanto di sostegno in cemento armato. I reperti portati alla luce anni prima, sono stati così celati e forse, se non partiranno nuove campagne di scavo e di recupero dell'intera area archeologica, lo resteranno per sempre.

Anche per questo ha preso il via "Arezzo per il Pionta", una raccolta fondi per far partire una nuova campagna di scavi. Il progetto sostenuto è quello dell'associazione Academo.

Il muro non costituisce l'unico scempio presente nell'area archeologica. Dietro la chiesetta, vicino ad uno scavo nel quale sono emerse mura spesse, forse di un grande edificio o di una fortificazione, è stato costruito una sorta di gazebo.

"Di questa zona - spiega Mauro Mariottini - ancora sappiamo veramente poco. Basti pensare che è stato portato alla luce solo un ventesimo di quanto si pensa sia nascosto sotto Colle del Pionta". A poca distanza dalla città murata, infatti, si ergeva la cittadella del potere, quella dove si trovavano i vescovi, dove si sviluppò una delle prima università d'Europa. Qui oltre a chiese e conventi, c'era una serie di abitazioni che si stendeva nella parte nord e nord est della collina, verso l'attuale Ospedale San Donato.

pionta (13) I lavori svolti negli anni Sessanta, spesso con superficialità, hanno rischiato di compromettere quello che può essere considerato il tesoro di Arezzo. I progetti di riqualificazione del Pionta di oggi, dovrebbero tener conto di quanta storia e di quante testimonianze si celano sotto terra. Evitando quindi quanto accaduto alcuni decenni fa, ma piuttosto cercando di valorizzare quello che le radici della città offrono.

Mentre il progetto guarda lontano: pensa a nuovi ulteriori scavi, per cercare di capire dove fosse collocato il duomo vecchio. Alla ricerca della tomba perduta di San Donato.

Come contribuire? E' stato attivato un conto corrente in Banca Valdichiana per i versamenti. Ogni contributo va intestato ad Associazione Culturale Academo sostenuta da New MediaAr e Arezzo Notizie, causale "Arezzo per il Pionta". L'iban è IT97 I084 8914 1010 0000 0372 014. Ora si attende la risposta del grande cuore - e dell'orgoglio - degli aretini.

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